Sono da sempre tra i protagonisti della Pasqua, poiché la tradizione li associa alle immagini festive e primaverili, spesso in compagnia di uova colorate. Eppure acquistare un simpatico coniglio, approfittando della celebrazione, potrebbe non essere una buona idea. È quanto avvertono gli esperti a stelle e strisce, nel rilevare un pericoloso trend degli ultimi anni: sempre più persone decidono di adottare un coniglio per Pasqua, per poi liberarsene dopo poche settimane.

Per quanto i conigli stiano sempre più diventando degli animali domestici a tutti gli effetti, tanto che da tempo alcune associazioni animaliste richiedono il riconoscimento di questo status e l’esclusione del loro ricorso a scopo alimentare, la scelta di ospitare in casa un esemplare non deve essere sottovalutata. Si tratta di animali estremamente sociali, infatti, dalle esigenze di cura specifiche, sia a livello di alimentazione che di movimento quotidiano. Delle necessità che possono essere certamente superate con impegno, amore e dedizione, ma evidentemente non sempre garantite quando la scelta dell’adozione o dell’acquisto è fatta frettolosamente. L’American Society for the Prevention of Cruelty to Animals, infatti, spiega come il numero di abbandoni sia fortemente cresciuto negli ultimi anni, proprio a ridosso con Pasqua.

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Molti esperti, tra cui Joyce Kuhns della House Rabbit Society, hanno sottolineato come la scelta di un coniglio debba essere tanto ponderata quanto quella di un cane o di un gatto. L’esemplare non può essere abbandonato nella sua gabbietta per l’intera giornata, ad esempio, poiché necessita un’interazione abbastanza costante con i proprietari, nonché la possibilità di muoversi liberamente per qualche ora al giorno.

I conigli non sono degli animali domestici in miniatura, non sono animali a gestione o a costo zero. Sono animali molto sociali e interattivi. Hanno bisogno di interazioni sociali e ambientali quotidiane, esattamente come un cane o un gatto.

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Tra le problematiche che spingerebbero gli improvvisati e incauti proprietari all’abbandono, fra tutti emergono le questioni legate all’igiene. Molti non sopporterebbero di dover pulire quotidianamente la gabbietta da feci e urina, altri invece si lamenterebbero del fatto che, a differenza dei gatti, i conigli non ricorrano alla lettiera. Segue quindi la difficoltà di gestione durante la stagione degli amori, quando alcuni esemplari – in particolare i maschi – potrebbero dimostrarsi mediamente aggressivi e poco inclini all’interazione umana. Ancora, alcuni proprietari pare non sopportino la tendenza dell’animale a masticare piccoli oggetti della casa, altri ancora rimarrebbero sorpresi dai costi necessari sia in cure veterinarie, tra vaccinazioni e affini, che in alimentazione, tra mangimi specifici, carote, paglia e altri ortaggi.

L’ASPCA spiega come i conigli possano essere degli animali domestici capaci di garantire molto amore, nonché notevole riconoscenza ai loro proprietari, ma la scelta di aprire le porte della propria casa non può essere dettata soltanto dalle mode, dalle festività o presa alla leggera. Un animale non è un oggetto e, pertanto, bisogna valutare tutte le necessità di cura prima di farsene carico.

14 aprile 2017
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