Una delle tante tendenze virali del Web è finita al centro delle polemiche animaliste, nonostante gli intenti dichiaratamente simpatici. Da qualche tempo, infatti, spopola in Asia una singolare mania: fotografare il proprio coniglio domestico con lo smartphone poggiato sul suo morbido manto, così da realizzare un’improbabile cover vivente. Ovviamente il tutto dura il tempo di uno scatto, ma diversi animalisti sono già sul piede di guerra, armati di social network: si tratterebbe comunque di maltrattamento.

Il tutto è iniziato lo scorso mese in Giappone, quando un utente ha condiviso su Twitter la primissima immagine di questo trend: un “bunny smartphone case”, un coniglio vivente trasformato in custodia. L’animale, adagiato sulle gambe in posizione supina, vede il dispositivo del proprietario poggiato sul suo addome. Lo scopo è quello di realizzare delle fotografie virali a uso e consumo dei social network, ma secondo molti anche il tempo di una semplice immagine può rivelarsi altamente stressante per il quadrupede. Come tutto ciò che nasce e si evolve in Rete, in poche settimane la mania è diventata globale: sono già centinaia i conigli immortalati, a cui si sono aggiunti anche dei gatti negli ultimi giorni.

Sebbene sembri forse superfluo specificarlo, i conigli vivi non vengono sfruttati normalmente come custodie per smartphone e tablet: si tratta solamente di un meme. Eppure, come già anticipato, c’è chi protesta. Innanzitutto, per sua natura il coniglio non si sentirebbe a suo agio con l’addome esposto, poiché sinonimo di vulnerabilità e possibile attacco dai predatori. Inoltre, diversi si preoccupano che il peso dei dispositivi – così come l’inevitabile surriscaldamento delle scocche quando accesi – non siano dolorosi per l’animale. Il disagio degli animali sarebbe dimostrato dalla loro immobilità tonica e dal freezing, due strategie d’adattamento dell’animale per simulare immobilità e sfuggire dalle specie cacciatrici.

I sostenitori del meme hanno risposto alla polemica social, ormai già in via di chiusura, ricordando come anche cani e gatti vengano spesso scelti dai proprietari per servizi fotografici singolari, tra occhiali da sole e altri accessori applicati di proposito sui loro corpi, ma come questo non abbia mai sollevato grandi polveroni. È tuttavia doveroso ricordare come, per quanto si possano amare i propri amici a quattro zampe di qualsiasi specie essi siano, bisognerebbe sempre coinvolgerli in attività consone alla loro natura e al più basso impatto di stress.

24 ottobre 2014
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