Fa discutere, e non potrebbe essere altrimenti, l’emendamento al provvedimento sulle emergenze ambientali proposto dal senatore Domenico De Siano, PDL. L’idea è quella di reperire i finanziamenti per la ricostruzione delle zone dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto di un anno fa, grazie a un condono.

In pratica, si tratta di rinnovare il condono edilizio del 2003, fino a dicembre 2013. A prescindere dalle motivazioni addotte, si tratta di un’idea che nel Partito guidato da Silvio Berlusconi gira da un po’ e di cui il presidente della Commissione giustizia del Senato, Francesco Nitto Palma, si è fatto paladino già tempo addietro.

La reazione politica non si è fatta attendere. Soprattutto il PD, avversario in campagna elettorale del PDL, ma suo “alleato” nel sostenere il nuovo governo, ha fatto sentire la sua voce contraria.

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Stefano Esposito, vicepresidente della commissione Lavori Pubblici e senatore per il PD, ha chiarito bene la posizione:

Si vuole giustificare questo condono destinando le risorse recuperate dalla sanatoria per interventi straordinari in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo il 20 e il 29 maggio 2012.

È vergognoso che si voglia far passare come una norma di solidarietà per i terremotati il tentativo di riaprire il condono edilizio del 2003, provvedimento contro il quale il Partito democratico si è sempre opposto e continuerà a farlo.


>>Leggi del tentativo di nuovo condono messo in atto nella scorsa legislatura

Va chiarito che il condono sarebbe riservato, secondo l’emendamento in questione, soltanto a coloro che avevano già fatto domanda e se l’erano vista rifiutare dagli enti locali.

Ad ogni modo, gli abusi edilizi sono una delle piaghe più gravi del nostro Paese. E sono una delle cause di molte tragedie, dalle frane, ai crolli dopo terremoti. Raccogliere fondi contro un’emergenza, favorendo ciò che di fatto è con-causa di emergenze simili non ci pare troppo intelligente. Bisognerà vedere quanto il PDL vorrà insistere sul tema. La tenuta politica della maggioranza potrebbe risentirne.

Aggiornamento 21 maggio

Poche ore dopo aver pubblicato questo articolo, è arrivata la tanto sospirata retromarcia da parte del PDL. Nonostante, varie anime nel partito siano probabilmente favorevoli all’eventualità condono edilizio, questa volta ha prevalso il buonsenso. Le parole dell’ex ministro ed attualmente senatore Altero Mattioli, mettono per il momento un punto alla questione:

Condoni? Il provvedimento è stato ritirato. Io comunque sono sempre stato culturalmente contrario.

L’auspicio è che sempre più persone nelle istituzioni e nel Paese diventino “culturalmente contrari” a questo tipi di iniziative.

20 maggio 2013
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I vostri commenti
Domenico, lunedì 25 agosto 2014 alle17:15 ha scritto: rispondi »

Il ritardo dei burocrati dello stato ha comportato uno sviluppo urbanistico senza regole e oggi si fa ideologia per un altro condono edilizio. Negli anni passati si sono individuati centri storici solo per ideologia non per valutazione di storicità degli immobili, ciò ha creato un abbandono dei centri urbani in quanto non è conveniente investire in ristrutturazioni edilizie. Quindi in queste brevi valutazione si può affermare che il condono sana la mala politica e poco progettualità delle citta e dei piccoli comuni per uno sviluppo urbanistico e moderno. la sinistra continua a fare ideologia senza calarsi nella realtà dei territori, ma ascoltando i burocrati compiacenti che occupano ruoli pubblici senza mai uscire a confrontarsi con la realtà.

GIovanni, giovedì 14 novembre 2013 alle19:02 ha scritto: rispondi »

Di certo in Italia c'è d'aspettarsi di tutto, condono 2003, non sono stati completati quelli in zona paesaggistica e molti utenti sono rimasti bloccati , con tutti i soldi sborsati autodenunciandosi e rischiando di tutto. In Italia si è costretti a commettere abuso edilizio per via dell'enorme burocrazia che vige sull'edilizia e i nostri politici non fanno niente a mettere mano ad una riforma serie ed eliminare quella miriade di norme che bloccano la vita di tutti i cittadini rendendola impossibile. Molti cittadini aspettano il condono edilizio 2003, nelle zone a vincolo paesaggistico dopo avere ottenuto il nulla osta dell'ente preposto, si sono visti rifiutare la sanatoria. Si tiene conto molte abitazioni sono state costruite in zona agricola ed è prima necessita abitativa.........

claudio osvaldo, mercoledì 7 agosto 2013 alle13:51 ha scritto: rispondi »

In tema di edilizia c'è abuso ed abuso ; per irregolarità di piccole entità è meglio una legge di condono edilizio chiara e circoscritta piuttosto che essere ostaggio degli enti locali che spesso si mettono di traverso con delibere strampalate e non di rado meramente punitive.

giampiero, lunedì 27 maggio 2013 alle17:27 ha scritto: rispondi »

é una opportunità sanare i danni che quasi sempre fanno i responsabili del procedimento essendo quasi tutti incapaci di emettere ordinanze di demolizioni senza pensare e senza avere competenze. La fattispecie esaspera le persone interessate ad un lungo e stremante calvario nei vari tribunali amministrativi e Consigli di Stato che dopo anni di battaglia si pronunciano e non sempre in modo corretto . Il tutto arricchisce sempre di più gli avvocati altri sciacalli e per lo stato il tutto si traduce in perdita di denaro ed energie. Un condono per opere minori sarebbe una cosa buona per risolvere questi piccoli problemi. Certamente da evitare condoni tombali ad uso speculazione edilizia che portano solo alti guadagni alle società immobiliari.

Guido Grassadonio, martedì 21 maggio 2013 alle16:11 ha scritto: rispondi »

Vorrei capire in che senso parli di nucleare. In questo modo, perdonami, mi sfugge il senso del tuo contributo

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