Nessun condono edilizio nascosto nel Ddl semplificazioni. A rassicurare tutti è il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che difende l’operato del Governo Monti garantendo attenzione nei confronti del crescente consumo di suolo in Italia. La replica arriva dopo le polemiche dei giorni scorsi da parte del deputato PD Roberto Morassut, che accusa l’esecutivo di mascherare nel testo un vero e proprio favore all’abusivismo.

Il presunto condono edilizio ruota intorno alla variazione introdotta nel Ddl semplificazioni in merito al cosiddetto “silenzio-rifiuto” finora previsto per le concessioni edilizie. Nella sostanza se dalla Pubblica Amministrazione non arriva alcune comunicazione positiva entro 45 giorni dalla data di richiesta il progetto può considerarsi bocciato. Il Governo Monti ha nella pratica invertito l’orientamento precedente e resa la mancata pronunciazione da parte della PA come un “silenzio-assenso”. Dura la critica da parte di Morassut:

Quella norma determina molte gravi conseguenze, ma in primo luogo funziona come una sorta di ‘tana libera tutti’ per tutte le domande di permesso di costruire per opere edilizie abusive. In 45 giorni non sarà mai possibile ottenere i necessari pareri dalle autorità preposte considerando la grande quantità di domande presentate e le tre leggi di condono vigenti (1985, 1994 e 2003) presso i comuni italiani, in particolare a Roma e nel centro-sud.

Stupisce che il governo affronti ancora una volta in modo davvero schizofrenico il tema del governo del territorio e del consumo del suolo. Da un lato presenta un decreto di tutela delle aree agricole col ministro Catania e subito dopo lo straccia con questa norma che ancora una volta incoraggia i furbi che vogliono edificare in aree tutelate realizzando grandi profitti.

Accuse respinte in blocco dal responsabile del dicastero ambientale. Nessun mano tesa in favore dell’abusivismo secondo il ministro Clini, ma il chiarimento necessario di una normativa controversa:

In quella norma non c’è nessun condono, nessuno sconto, nessun attacco all’ambiente, nessuna porta aperta alla speculazione sui territori protetti e di pregio. Il governo ha confermato un principio del diritto e ha risolto una distorsione.

Lo stesso Clini prosegue poi sottolineando quello che considera il reale spirito della nuova norma, ovvero la stimolazione di una maggiore attività di controllo e di comunicazione da parte della Pubblica Amministrazione:

Un cittadino che fa una domanda a un’amministrazione pubblica ha il diritto di avere una risposta, positiva o negativa che sia. Se si chiede un intervento vietato dalle norme vigenti quella domanda non va ignorata o messa in un cassetto, ma va rifiutata esplicitamente ed in tempi ragionevolmente brevi.

Il silenzio-rifiuto al contrario de-responsabilizza l’amministrazione pubblica e consente di non rispondere alle domande dei cittadini. E l’inerzia delle amministrazioni è stata troppo spesso un alibi per l’abusivismo.

19 ottobre 2012
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