Condono edilizio, Berlusconi lo vuole. Ambientalisti in rivolta

Si stringono i tempi per il DL Sviluppo ed i paladini del condono edilizio e fiscale, cominciano a pressare sempre più. L’avevamo detto pochi giorni fa, con un Governo debole e lo spettro delle elezioni, la via del condono può essere vista come la strada maestra per risalire la china: garantisce un certo gettito monetario (difficilmente quantificabile, però), senza creare mal contenti nell’elettorato medio di centro-destra (ma sarà vero?).

Ad aver assunto questa linea, questa volta, è proprio il primo ministro Silvio Berlusconi, che prova a scacciare le paure dei suoi ed i dubbi di Giulio Tremonti:

Se facciamo il condono fiscale, se lo uniamo magari a una sanatoria sui piccoli abusi edilizi e diamo una scossa all’economia, vi assicuro che le prossime elezioni le rivinciamo noi.

Non è certo nostro compito entrare nel merito politico, ma dobbiamo per lo meno registrare il pericolo che un condono edilizio potrebbe portare al patrimonio ambientale e culturale del nostro Paese. Come hanno ricordato pochi giorni fa – al ventilarsi dell’ipotesi condono – WWF e FAI:

Anche il solo parlare del quarto condono edilizio in Italia è atto di irresponsabilità politica e scelleratezza civica. Un territorio già massacrato come quello del nostro Paese, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, ha bisogno di interventi di risanamento e di riqualificazione e non della legittimazione dell’abusivismo edilizio che, com’è noto, nel nostro ordinamento costituisce un reato.

Un nuovo condono costituirebbe un vero e proprio codice rosso per le aree protette che, grazie alla chiarezza normativa, sono riuscite finora a rallentare il fenomeno dell’abusivismo edilizio; il rischio è quello di mettere nel calderone del nuovo condono tutti gli abusi realizzati nel 1993 che non sono rientrati nella possibilità di sanatoria del 2003. In concreto questo significa vanificare lo sforzo di legalità fatto da enti virtuosi, arrivando addirittura a sospendere le procedure di abbattimento in corso spesso già stabilite con sentenze della magistratura.

Difficile essere più chiari di tale comunicato. E se il Governo pensa che la strada dei condoni possa essere percorribile grazie ad una società civile per lo più favorevole, le associazioni ambientaliste decidono di scommettere sul contrario, arrivando ad invocare manifestazioni e proteste:

Il WWF e il FAI chiedono una grande mobilitazione della società civile affinché al governo arrivino segnali inequivocabili che lo inducano a non procedere in questa direzione, anche perché, com’è stato dimostrato, i ricavi immediati che deriverebbero da un eventuale condono sarebbero poi annullati dai costi di urbanizzazione e servizi che gli enti locali dovrebbero sostenere.

Aspettiamo, ora, la replica di Giulio Tremonti, da mesi la voce di Governo meno favorevole all’ipotesi condono.

11 ottobre 2011
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I vostri commenti
Elisa Melchionda, domenica 19 febbraio 2012 alle21:09 ha scritto: rispondi »

sono un lettore su Abusivismo edilizio, esprimo il mio più grande disappunto contro Lega Ambiente, e tutti quelli contrari al condono, e facile dire "ABBATTETE GLI ABUSI EDILI", in quanto un povero uomo con i suoi risparmi compra una proprietà ed edifica per esigenze famigliari, io posso capire a chi a più di due o tre case, dimostrate voi visto che siete dell'ambiente a dormire nei pagliai o nelle grotte, invece di abitare nelle tecnologie e nell'usso, queste parole come fanno male a voi, le vostre fanno male a tanti italiani, non basta la crisi ma ci mettete anche voi........                                                                                 distinti saluti...

Silvano Ghezzo, martedì 11 ottobre 2011 alle22:53 ha scritto: rispondi »

Ho la vaga impressione che si voglia dallo Stato la botte piena e la moglie ubriaca.

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