Il Conclave per l’elezione del successore di Benedetto XVI, ritiratosi dall’incarico di Pontefice, è iniziato ieri e sono già due le fumate nere apparse dal comignolo della Cappella Sistina, dove i cardinali sono riuniti per le operazioni di voto. In attesa di scoprire chi sarà il nuovo Papa, e di assistere alla suggestiva cerimonia dell’Habemus Papam, è sicuramente interessante analizzare il rapporto tra i Pontefici della storia e gli animali domestici.

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In linea generale, la Chiesa Cattolica negli ultimi decenni ha avuto moti di piena apertura nei confronti degli animali, seguendo anche gli insegnamenti di San Francesco, devoto a tutti gli esseri viventi del creato. Ogni anno perciò, per la ricorrenza di Sant’Antonio, cani, gatti, cavalli, pecore, mucche e bestiame vario invadono il Vaticano per una speciale benedizione. Ma come si rapportano i singoli Papi agli amici a quattro zampe?

Andando a ritroso nel tempo, innanzitutto si scopre la mai celata passione di Joseph Ratzinger per i gatti: da sempre molto attento ai felini e ai randagi in particolare, Benedetto XVI ha convissuto per anni con due mici, tuttavia esclusi dalle residenze papali diventato Santo Padre nel 2005. Della scorsa estate la notizia dell’amicizia con Ciccio, un gatto nero sornione, che di tanto in tanto si spinge a Piazza San Pietro o nei pressi dei musei vaticani. Ratzinger però, a differenza dei suoi predecessori, sembra aver escluso la possibilità che gli animali possano giungere nel regno dei cieli, un fatto apparentemente non ammesso dalla dottrina cattolica.

Di diverso tenore è stato però il giudizio di Papa Giovanni Paolo II, Pontefice spesso fotografato con le amate colombe e addirittura con dei koala: nel 1990 Wojty?a ha ricordato come gli animali abbiano ricevuto lo stesso “soffio di Dio” e pertanto debbano essere amati e rispettati come l’uomo. Dello stesso avviso anche Paolo VI, sicuro di come «un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo».

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Pare che Pio XII amasse molto canarini, pettirossi e i volatili in generale, tanto che uno degli scatti storici del Pontefice lo vede proprio in compagnia di un simpatico uccellino. Leone XII sembra manifestasse un pieno amore per i cani, andando a ritroso fino alla metà del 1400 si scopre invece come Pio II si accompagnasse da una piccola bastardina, chiamata Musetta.

Chissà se l’imminente nuovo Papa condividerà la passione per gli animali dei suoi predecessori e chissà che un amico a quattro zampe non faccia la sua entrata trionfale nelle sacre stanze. Le scommesse sono aperte: cane o gatto?

Fonti: Popes And Papacy, Il Giornale

13 marzo 2013
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