Con una media di 33 nuovi posti di lavoro al giorno, creati negli ultimi cinque anni, l’industria dell’eolico conquista un posto di rilievo nel panorama produttivo dell’Unione europea.

Lo dice il rapporto “Wind at Work” dell’Ewea (European wind energy association) presentato di recente in una conferenza stampa tenuta in Belgio, presso la sede della Pawuels International, azienda specializzata nel produrre trasformatori per turbine eoliche.

Tra il 2000 e il 2007 l’aumento della capacità di energia eolica installata è stato considerevole, in percentuale il 339%, andando a coprire il 3,7% del fabbisogno di energia elettrica europeo.

A questo incremento ha corrisposto naturalmente un vantaggio occupazionale che si combina con altri benefici in termini di indipendenza energetica, riduzione dei costi, miglioramento della competitività e dell’esportazione di tecnologia.

In tutto, gli addetti impiegati nel settore arrivano nel 2007 alla cifra di 108.000 unità che diventano 154.000 considerando gli occupati dell’indotto.

Secondo le previsioni Ewea nel 2020 circa 180 GW di energia eolica sarà operativo nell’Unione europea che entro la fine del 2030 raggiungerà la quota di 300 GW con una crescita significativa degli impianti off-shore.

Nel corso di tale periodo è presumibile un raddoppio della popolazione lavorativa dell’eolico per un ammontare di quasi 375.000 impiegati.

Ad avere un ruolo chiave in questo balzo in avanti saranno tre paesi, Danimarca, Germania e Spagna, che assorbiranno il 75% dell’occupazione diretta.

Il mercato italiano, pur non essendo paragonabile con i livelli del tris dei “pionieri” dell’eolico, è dato in costante crescita, cosicché molti produttori di turbine hanno colto l’occasione per espandere le proprie operazioni in Italia.

26 gennaio 2009
I vostri commenti
Carlo Lavalle, venerdì 6 febbraio 2009 alle14:04 ha scritto: rispondi »

Si certo. Più rinnovabili più posti di lavoro. La scommessa è che si intraprenda con maggior decisione la strada della riconversione ecologica dell'apparato produttivo.

Barbara, giovedì 5 febbraio 2009 alle16:21 ha scritto: rispondi »

E' sicuramente un vantaggio da non sottovalutare. Specie nella condizione di crisi attuale, sarebbe davvero un'ottima idea investire in energia pulita offrendo, al contempo, un maggior numero di posti di lavoro.

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