Sono 1.520 i Comuni che eccellono nella raccolta differenziata dei rifiuti, pari al 16% di tutti i municipi italiani. La 12esima edizione di Comuni Ricicloni, classifica di Legambiente che premia le realtà locali più impegnate nel riciclo, quest’anno vede 192 nuovi Comuni entrare nella lista dei virtuosi.

Sono Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige le Regioni con la maggiore densità di Comuni “campioni” della differenziata, anche se nella lista 2015 ci sono alcune importanti new entry al Centro e al Sud.

La classifica di Legambiente premia ogni anno tutti quei Comuni che hanno raggiunto l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata, scegliendo fra questi anche le eccellenze, ovvero i 356 Comuni “Rifiuti free”. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente ha spiegato:

I Comuni Rifiuti free rappresentano l’eccellenza nell’eccellenza. Oltre a essere ricicloni, nel corso del 2014 hanno prodotto meno di 75 chilogrammi a testa di rifiuto secco indifferenziato, mentre la produzione media pro capite nazionale si aggira sui 550 chili annui.

Con l’eccezione di Empoli, che conta 48 mila abitanti, i Comuni Rifiuti free sono tendenzialmente collocati nel Nord Est e hanno una dimensione demografica molto contenuta. Per quanto riguarda le new entry sono Marche e Campania le due Regioni che aumentano di più il numero di Comuni virtuosi. Questo grazie a nuove misure che prevedono premi e penalità e che, se pur introdotte da pochi mesi, hanno già portato diversi risultati. In Campania, la maggioranza dei Comuni si avvicina alla soglia del 65%, con l’eccezione di Napoli.

In particolare, le misure più efficaci sembrano l’ecotassa per i rifiuti avviati a discarica e gli sgravi tariffari a chi ricicla di più. Cogliati Dezza ha sottolineato:

Questi risultati sono stati ottenuti con ricette diverse, ma con un denominatore comune: la responsabilizzazione dei cittadini attraverso una comunicazione efficace e politiche anche tariffarie che premiano il cittadino virtuoso. Per questo, nel manifesto Italia Rifiuti Free, chiediamo che queste misure siano generalizzate a tutta Italia.

Più in generale il Centro Sud vede aumentare i Comuni virtuosi dal 18 al 25% del totale nazionale, rispetto alla classifica precedente, con ottimi risultati anche per l’Umbria, poco distante da Campania e Marche. Un Comune riciclone su quattro si trova nel Centro Sud, mentre rallentano invece Regioni storicamente virtuose come Lombardia e Piemonte.

Sul nostro territorio ci sono esperienze esemplari, che sono riuscite a risanare alcune situazioni particolarmente complicate o ad avviare un piano anti rifiuti molto efficace.

Fra queste c’è Parma, primo Comune con 200 mila abitanti ad aver superato la soglia del 65%, incrementando la differenziata e riducendo la produzione di rifiuti pro capite del 9% in soli 2 anni. Cosenza sfiora il 60% con un efficace servizio di ritiro porta a porta, mentre Salerno e Andria sono appena sotto il 65%. Cogliati Dezza ha concluso:

Grazie a Comuni ricicloni, è nata un’alleanza virtuosa tra cittadini e industria illuminata, protagonista della moderna economia circolare, per una grande riforma anti spreco e una Italia finalmente rifiuti free.

Per completare questa rivoluzione però, occorre la volontà politica di replicare le buone pratiche già esistenti, realizzando tanti impianti per il riuso e il riciclaggio e per gestire al meglio i troppi rifiuti speciali che finiscono ancora nella rete delle ecomafie e dell’eco criminalità.

Si rivela in questo senso fondamentale, anche per il coinvolgimento stesso dei cittadini, il sostegno dell’amministrazione pubblica. Come ha commentato Walter Facciotto, Direttore Generale CONAI:

Premiare l’impegno dei Comuni è di fondamentale importanza perché l’organizzazione di un buon servizio di raccolta differenziata richiede impegno da parte dell’amministrazione pubblica, anche nel coinvolgimento dei cittadini. Siamo contenti di dare visibilità agli esempi positivi di chi amministra con responsabilità la gestione dei rifiuti, trasformandoli in una risorsa ambientale ed economica.

8 luglio 2015
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