Legambiente ha premiato a Roma i vincitori della XX edizione di Comuni Ricicloni: 1.293 amministrazioni, pari al 16% dei comuni italiani, che si sono distinte nella raccolta differenziata dei rifiuti, superando una percentuale del 65%. Ancora una volta, il primo posto assoluto è andato alla cittadina di Ponte nelle Alpi, 8.508 abitanti in provincia di Belluno, che per il quarto anno consecutivo ha raggiunto un livello di eccellenza nella differenziata.

Tra i capoluoghi, il riconoscimento è andato a Belluno per il Nord e a Salerno per il Sud. A parte il vincitore assoluto, tre i premiati tra i comuni con oltre 10.000 abitanti: Zero Branco (TV) al Nord, Centro Serravalle Pistoiese (PT) al Centro e Monte di Procida (NA) a Sud. Tra le cittadine più piccole vincono invece Sant’Orsola Terme (TV) per il Nord, Montelupone (MC) per il centro e per il Sud Casal Velino (SA).

Commenta il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza:

Questa volta non si può dire che i buoni risultati ambientali raggiunti siano l’effetto della crisi economica che riduce i consumi, perché ci troviamo di fronte a scelte strutturali ormai stabilizzate. La gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti migliora la qualità ambientale, apre nuove strade a vere e proprie filiere industriali e potrebbe migliorare anche i bilanci delle famiglie italiane, se la nuova tassa sui rifiuti, come stiamo proponendo in un appello lanciato proprio in questi giorni, fosse modulata per premiare chi fa buona raccolta differenziata.

Risultati positivi e prospettive allettanti, dunque. Ma dall’edizione numero venti di Comuni Ricicloni emerge anche qualche tasto dolente, a cominciare dalle grandi città, ancora indietro nella raccolta differenziata come molte zone del paese, non tutte al Sud, con performance che si collocano decisamente al di fuori degli standard europei.

Partiamo dalle grandi città: solo sei capoluoghi di provincia sono Ricicloni (due al sud e quattro al nord), nessuno dei quali con più di 200.000 abitanti.Torino e Milano hanno ottenuto un risultato accettabile solo in alcuni quartieri, dove è stata avviata una moderna raccolta differenziata porta a porta che comprende anche la frazione umida. Il capoluogo piemontese, in particolare, è la migliore delle grandi città con il 42% di differenziata.

Roma, secondo Legambiente, è combattuta tra il porta a porta e l’ennesimo grande impianto di smaltimento. A Napoli dopo l’avvio sperimentale della raccolta in alcuni quartieri, lo sviluppo del porta a porta si è arrestato, mentre continuano i viaggi via mare dei rifiuti partenopei verso gli inceneritori del Nord Europa. A Palermo la situazione resta grave, con continue emergenze sulle strade della città.

Per quanto riguarda la classifica delle regioni, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono quelle con la più alta concentrazione di Comuni Ricicloni. Seguono Marche, Lombardia e Piemonte. All’ottavo posto la Campania, prima regione del Sud. I ricicloni del Sud, inoltre, sono di più numerosi di quelli del Centro: 105 contro 83, e si trovano quasi tutti in Campania (53) e in Sardegna (20).

Molte conferme, quindi, ma anche la grande novità del dossier Comuni Ricicloni 2013: in Italia esistono ben 330 realtà, tra cui la città di Empoli, che vanno oltre il già significativo risultato del 65% di raccolta differenziata, arrivando quasi a essere “rifiuti free“, con oltre il’90% di spazzatura avviata a riciclo. Un risultato ottenuto non solo con la raccolta porta a porta, ma anche con sistemi di tariffazione che premiano i cittadini più bravi e campagne di comunicazione efficaci.

Anche a questi comuni si ispira la petizione popolare “Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare”, lanciata da Legambiente nell’ambito della sua campagna “Italia rifiuti free” affinché la tassazione a carico di famiglie e aziende sia equa e premii comportamenti virtuosi.

Afferma Andrea Poggio, vicedirettore generale di Legambiente:

L’Italia è oggi divisa. C’è chi aspetta che qualcuno la tiri fuori dalla crisi e dall’immobilismo, e chi si rimbocca le maniche, capisce dove va il mondo, e crea le condizioni per la “terza rivoluzione” industriale, quella in cui l’organizzazione, il sapere e la tecnologia sostituiscono lo spreco di materiali e di energia. I cittadini “ricicloni”, nei loro 1300 comuni, chi progetta riducendo lo spreco e chi ricicla producendo nuovi beni sono parte della green economy del futuro”.

Positivo anche il commento di Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente Territorio e Lavori pubblici della Camera:

I 1.293 comuni che hanno superato la soglia di differenziata del 65% censiti dal dossier Comuni Ricicloni di Legambiente sono un esempio di buona politica, buone istituzioni e buona società, sono la fotografia di gruppo di un’Italia che c’è, che fa bene e che affronta la crisi guardando al futuro. Sono infatti la dimostrazione concreta che la sfida ambientale, sia quando parliamo di raccolta differenziata, come in questo caso, ma anche più in generale quando si tratta di mutamenti climatici, risparmio energetico o fonti rinnovabili, rappresenta un’occasione di crescita e di sviluppo, anche economico, per le amministrazioni e per i cittadini.

8 luglio 2013
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I vostri commenti
Virginia Gallotta, giovedì 10 settembre 2015 alle11:26 ha scritto: rispondi »

Salerno risulta la prima città per la raccolta differenziata. Il merito, oltre al già sindaco Vincenzo De luca oggi Governatore della Campania, va ascritto al sistema educativo operante in Città e in Provincia. In qualità di Ispettore Tecnico del MIUR per circa un decennio ho guidato le scuole (270 le più attive) di ogni ordine e grado sui progetti sull'Ambiente privilegiando la raccolta differenziata. Molti lavori hanno meritato premi e riconoscimenti dalla Provincia allora guidata dall'Onorevole Alfonso Andria. Ne dà prova un testo enciclopedico "Naturalmente scuola"

luigi, domenica 28 luglio 2013 alle20:04 ha scritto: rispondi »

Fino a quando il Sud sara' colonia del nord, con politici asserviti al governo, controllato dai "poteri forti padani" non c'e' nessuna speranza. Solo con l'indipendenza dal nord il Sud ritornera' la grande Nazione che era al tempo dei Borbone. A Napoli la differenziata e' bassa perche' il sindaco si guarda bene dall'estenderla in tutto il Comune. Con i rifiuti c'e gente che fa tanti soldi, non solo la camorra... mentre i napoletani sono il Popolo piu' tartassato d'europa.

MARIELLA, martedì 9 luglio 2013 alle11:29 ha scritto: rispondi »

E' la differente cultura ed il rispetto per l'ambiente a premiare il Nord Italia. Il Sud continuerà per altri deceni ad essere ultimo in classifica se non cambierà il modo ed il rispetto per l'ambiente da parte dei cittadini e delle istituzioni anche se difficile, per il ruolo che la malavita svolge nella raccolta dei rifiuti.

Silvano Ghezzo, lunedì 8 luglio 2013 alle22:07 ha scritto: rispondi »

Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, a suo tempo per farsi eleggere si vantava di risolvere velocemente il problema dei rifiuti con la raccolta differenziata, ho la "vaga" sensazione che il risultato sia molto deludente e "stranamente" nessuno si "straccia le vesti" come invece avvenne due anni orsono ; in compenso continua imperterrito il costoso trasporto dei rifiuti verso estere destinazioni .

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