Como vuole uccidere i piccioni, protestano gli animalisti

Non sono propriamente l’animale più amato della terra, ma questo giustifica la loro eliminazione in massa? È la polemica che si è sollevata in quel di Como, dove la provincia ha paventato l’ipotesi di un abbattimento collettivo dei piccioni nella cittadina.

È vero: i piccioni sono caotici, creano spesso danni, disturbano e possono essere anche forieri di malattie pericolose, basti pensare alle infezioni procurate dalle loro zecche. Ma la proposta di Mario Colombo, assessore alla Cultura e alla Caccia della Provincia di Como, ha sollevato malcontento e addirittura ha generato delle scioccanti minacce di morte, questa volta però non rivolte ai fastidiosi pennuti.

La proposta, approvata da Colombo il quale è titolare anche della cattedra di Apidologia e lotta integrata biologica all’Università di Milano, prevede il rilascio di un “patentino” a 80 cacciatori che, chiamati da agricoltori e cittadini infestati dai piccioni, avranno licenza da serial killer. Per calmare gli animi degli animalisti, Colombo ha anche ridotto il tiro, sottolineando che lo scopo potrebbe essere raggiunto anche solo semplicemente spaventando i volatili.

«Abbiamo provato con i bocconi avvelenati e con i cannoni dissuasori. Questa è l’ultima ratio.»

Non è dello stesso avviso però il WWF, per voce di Antonio Delle Monache, coordinatore regionale delle guardie venatorie:

«Non sono contrario al mantenimento controllato della popolazione dei piccioni. Ma il problema c’era già a ottobre. Perché intervenire ora quando i piccioni si stanno riproducendo e hanno i piccoli da nutrire? Senza contare il problema sicurezza, con tutte quelle persone armate, che non sono pubblici ufficiali, in giro per le campagne.»

E per l’assessore leghista non vi è soltanto la contrapposizione autorevole del WWF, ma anche quella dei cittadini animalisti che, al momento solo via mail, pare abbiano inoltrato delle missive di minaccia: “Spero succeda a te quel che accade ai piccioni”. Più preoccupanti delle minacce, ci sono però le azioni delle associazioni, come l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, che promette di appellarsi all’articolo 554 del codice penale contro il maltrattamento degli animali. Ma Colombo non demorde:

«Ogni volta che piccioni, cervi o cinghiali provocano danni, la Provincia deve risarcire. A questo punto era necessario passare al controllo numerico del piccione. Quando ci sono troppi scarafaggi o topi non si fanno le disinfestazioni? Perché stupirsi di questa iniziativa che ha nel mirino i piccioni, razza infestante e difficilmente controllabile in altro modo. Il problema principale è l’animale uomo che con i suoi comportamenti, con la sovrabbondanza di cibo facilmente reperibile, ha danneggiato l’ecosistema bloccando l’autoregolamentazione naturale di certe razze animali».

21 marzo 2012
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