Come vivono realmente i cani in un canile? Quali sono le loro condizioni e qual è il percorso obbligato da seguire per introdurre un nuovo esemplare in un box affollato? Sono i quesiti che si è posto Sean Le Vegan, web designer di 35 anni, che si appresta a toccare con mano la realtà dei fatti. Ma non effettuando una visita in una struttura di zona, ma vivendo per 35 giorni all’interno di un box del canile Manchester and Cheshire Dogs.

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Il progetto serve a mettere in evidenza le complesse condizioni di vita a cui devono sottostare i cani randagi, a partire dall’ingresso che prevede 4 giorni di digiuno, fino all’inserimento di un chip sottopelle come documento di riconoscimento. Sean Le Vegan avrà la possibilità di usufruire di una sola ora d’aria al giorno, durante la quale potrà utilizzare il bagno e respirare un po’ d’aria fuori dalle sbarre.

Per il resto vivrà dentro un box, monitorato da una webcam, con solo una coperta come confort e dell’acqua. Esattamente come i cani ospiti del canile. Per limitare i problemi intestinali, e la necessità di una toilette, l’uomo ha già eliminato caffè, zucchero e sale. L’esperimento verrà appunto ripreso da una telecamera, e per visionare il tutto si dovranno pagare 5 £ d’iscrizione. Soldi ben spesi che andranno al canile per implementare servizi e necessità.

La struttura, che opera sin dal 1893, ha due sedi principali a Manchester e una nello Cheshire. Si occupa di ben 7.000 randagi ogni anno, che recupera dalla strada con una media 15 ingressi al giorno. Al loro arrivo viene controllata la presenza del chip, ma solo un terzo riesce a ricongiungersi con la famiglia d’origine. Per il resto dopo 7 giorni scatta la nuova possibilità di adozione e, se non si presenta nessuno, il cane potrà ricevere nuove richieste.

L’esperimento partirà il 5 ottobre, servirà a coinvolgere l’opinione pubblica ma anche i Vip inglesi e i grandi centri di addestramento. Una sorta di connessione che possa sensibilizzare le nuove adozioni, e la necessità di fondi per il canile.

15 luglio 2013
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I vostri commenti
Roby, lunedì 14 aprile 2014 alle14:08 ha scritto: rispondi »

Complimenti per l'esperimento. Credo che solo un altro diluvio possa insegnare alla presunta civile umanità quale sia il loro diritto sulla vita degli altri, animali e umani compresi. Secondo il mio credo chi crea sofferenza tornerà con altre infinite vite per prendersi il meritato premio di stupida cattiveria.

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