Le macerie lasciate in terra a gennaio dal devastante terremoto di Haiti potrebbero essere utilizzate per la ricostruzione dell’isola.

Il progetto verrebbe realizzato nella capitale Port-au-Prince dove, quartiere dopo quartiere, i detriti sarebbero via via frantumati e raccolti, riciclandoli per rimettere in piedi strutture più resistenti alle calamità naturali.

La società chiamata a svolgere questa attività si chiama Indipendence Recycling of Florida. IRF, che opera nel campo del riciclaggio dei rifiuti edili, riesce a recuperare all’incirca tre milioni di tonnellate di calcestruzzo e asfalto all’anno ricollocando sul mercato i prodotti provenienti dai suoi impianti.

Il riciclo di materiali da costruzione provocati da disastri naturali, sebbene abbia una valenza sia economica che ambientale, non è prassi frequente.

Nella maggior parte dei casi, dopo il verificarsi di un terremoto o di un uragano, si pensa subito a ripulire le strade e buttare tutto in discarica senza chiedersi come salvare quanto distrutto e renderlo recuperabile minimizzando i costi e con il minor impatto ambientale.

4 marzo 2010
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Angelo da Roma, sabato 6 marzo 2010 alle17:48 ha scritto: rispondi »

Cominciamo finalmente a capire che la terra non ha risorse infinite. La civiltà del recupero ci permetterà di sopravvivere

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