L’indole particolare del cane non consente di comprendere totalmente le emozioni inerenti il dolore, a meno che non siano situazioni limite, perciò il cane tende a soffrire quasi sempre in silenzio. Per questo motivo spesso è complesso interpretare il livello di sofferenza vissuto e provato sulla sua pelle. Con il tempo l’argomento è diventato elemento di studio, tanto da trasformarsi in tematica principale nei convegni per la ricerca veterinaria. Consentendo quindi una lettura migliore della problematica, con rinnovata capacità e comprensione nei confronti dei segnali e dei campanelli di allarme. La voglia di sapere e capire ha spinto veterinari e proprietari verso un dialogo più serrato e costruttivo, in particolare con l’unico scopo di comprendere l’animale e alleviare il suo dolore.

Un’interpretazione corretta dei sintomi e dei segnali comporta una risposta precisa, migliore e veloce. Una sorta di aggressività mirata per sconfiggere il nemico silente e la problematica fisica. Il dolore spesso è soggettivo e difficilmente misurabile, per questo può capitare si assistere a comportamenti anomali. Ad esempio cani con una forte zoppia o incidentati che scodinzolano e allungano la zampa, oppure al contrario esemplari che mostrano la sofferenza attraverso lamenti e urla di dolore. Indispensabile perciò trovare rapidamente una cura precisa, con il supporto del veterinario di fiducia, per permettere all’animale di vivere una vita serena e possibilmente tranquilla.

Individuare il dolore, sintomi e cura

Il dolore è facilmente identificabile se conseguente a operazioni e traumi fisici, ma appare più subdolo in concomitanza di patologie e malattie. Esistono dei comportamenti standard che ne evidenziano la presenza, atteggiamenti che modificano la routine comportamentale del cane spesso metodica e ripetitiva. Ad esempio Fido appare più stanco e riluttante a reagire, preferisce rimanere fermo nella cuccia alla ricerca dell’inattività. Quindi evita scale, corse e movimenti troppo bruschi e faticosi che invece prima amava affrontare con brio. Nel caso di animali anziani e con dolori ossei e di postura, spesso la posizione assunta identifica la presenza di sofferenza. Ma il cane potrebbe apparire anche ostile e aggressivo, solo con l’intento di proteggere la parte dolorante o perché vittima della sofferenza.

Al contrario può assumere un atteggiamento remissivo e sottomesso con orecchie basse e appiattite contro il capo, ma anche mugugnare, lamentarsi e piangere con frequenza. Muovendosi con particolare lentezza e difficoltà, dormendo con difficoltà e lamentandosi, nutrendosi sporadicamente rifiutando il cibo e leccando con frenesia una parte del corpo. Inoltre il cane cerca una zona della casa dove rifugiarsi, ma anche affetto e consolazione dal proprietario. Indispensabile captare i sintomi anche più nascosti, i segnali che determinano sbalzi comportamentali senza trascurare quelli legati all’età dell’animale. Importante che il veterinario visiti correttamente il cane per fornire la cura più efficace, dagli antidolorifici agli antinfiammatori, passando per la fisioterapia. Si può curare l’animale anche affiancando cure meno invasive come integratori alimentari, agopuntura e massaggi aggiungendo una dieta sana che possa incidere positivamente sullo stato energetico dell’animale. Fido cerca nel proprietario soluzioni e protezione, spetterà a lui prendersi cura dell’animale per tutta la durata della sua vita.

17 aprile 2015
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