Inizia oggi la febbre per i Mondiali di Calcio 2014 in Brasile e, come facile ipotizzare, saranno in molti coloro che seguiranno le partite comodamente seduti in poltrona, accompagnati da una bibita fresca e dall’immancabile pizza. Ma come riciclare correttamente il suo cartone? Da Comieco arrivano utili consigli a questo scopo.

Il 22,4% degli italiani consuma pizza da asporto almeno una volta alla settimana, così come dimostra lo studio Astra Ricerche per Comieco e, fra questi, per 9 intervistati su 10 è un’abitudine casalinga. In concomitanza con la Coppa del Mondo, si ipotizza che 31 milioni di tifoni tricolore ordineranno pizza da asporto da assaporare davanti al televisore, per una media di almeno 3 consumazioni nel corso dell’intera manifestazione sportiva. Il tutto si traduce in milioni di confezioni di cartone da smaltire correttamente, perché altamente riciclabili e compostabili.

Così come Comieco sottolinea, se privo di residui di cibo il cartone della pizza deve essere gettato nel bidone per la raccolta della carta. Ma cosa fare quando vi fossero chiazze d’olio, macchie di sugo o mozzarella? Innanzitutto, si separa il coperchio dal resto del contenitore, poiché meno incline ai residui alimentari, e lo si getta sempre nella carta. Le parti oleose, invece, vanno spezzettate e inserite nell’umido, per la normale decomposizione della cellulosa. Qualora il proprio comune di residenza non prevedesse la possibilità della raccolta dell’umido, le parti sporche vanno inserite nell’indifferenziato. Attenzione, però: i tovaglioli non vano mai gettati nella raccolta della carta, perché fatti di una speciale cellulosa anti-spappolo che non permette il corretto smaltimento. In alternativa, chi avesse installato nella propria abitazione una compostiera, potrà qui smaltire quei residui non eliminabili altrove.

Si tratta di regole che, per quanto semplici e basilari, hanno un grande impatto sull’ambiente e sul risparmio economico: non solo il riciclo permette di ridurre l’abbattimento di alberi, ma recupera le risorse spese dal comune per il corretto smaltimento dei rifiuti, poi tradotte in maggiori servizi e meno tasse.

12 giugno 2014
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