Sono molte le motivazioni che possono spingere il gatto ad abbandonare il tetto domestico, come già visto l’animale è tendenzialmente stanziale. Ma alcuni eventi lo spingono a lasciare la vita quotidiana, ad esempio la ricerca di una compagna, oppure la presenza di un estraneo o l’arrivo di un nuovo animale in famiglia. Non solo, anche l’arrivo di figlio e un trasloco possono incidere sulla sua scelta.

Solitamente la fuga è momentanea, si prolunga solo durante i periodi dell’amore o se il luogo della scomparsa è ancora del tutto nuovo. Ma se il tempo dovesse dilatarsi troppo, sovvertendo una routine già collaudata, è bene mettere in pratica alcune strategie per riportarlo a casa. La prima cosa da fare è quella di far circolare nella comunità la notizia dello smarrimento del micio, magari con il passaparola o tramite volantini. O ancora tramite le bacheche dei social network più diffusi o gli annunci sulle riviste locali, specificando la zona della fuga e le caratteristiche del gatto.

Non date per scontato sia in grado di ripercorrere da solo la strada del ritorno, spesso un micio al di fuori del solito ambiente è un animale spaesato e spaventato. Per la ricerca preferite gli orari serali, dalle 21 in poi, quando la calma avrà preso il sopravvento e il gatto si sentirà più tranquillo per muoversi. Orientatevi verso le colonie feline locali, rifugi e gattili, oppure nei luoghi dove i gatti si radunano: muretti, piazzole, panchine, sotto le macchine, zone limitrofe le case delle gattare o ancora rifugi naturali. Procuratevi una torcia e magari alcuni oggetti del vostro amico, che possano catturare la sua attenzione.

Se il micio è nuovo alle scappatelle, ricreate una cuccetta accanto alla vostra abitazione, con vecchi abiti che riconducano al vostro profumo. In questo modo il gatto sentirà l’odore e sarà spinto a ritornare verso l’abitazione. E nel caso lo intercettiate, muovetevi con calma e parlategli a voce bassa, senza fretta. Dategli il tempo di comprendere il vostro stato d’animo, dimostrandogli di non essere arrabbiati per non spaventarlo. Appena lo avrete recuperato tranquillizzatelo con le coccole, riportandolo nell’ambiente casalingo e concedendogli qualche leccornìa. Infine munitelo di un collarino con targhetta e numeri di riconoscimento, oppure di chip che attesti la presenza di un proprietario.

27 settembre 2013
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I vostri commenti
Manu ^, venerdì 10 luglio 2015 alle14:51 ha scritto: rispondi »

Purtroppo molte persone non conoscono l'esistenza del microchip, le associazioni animaliste, tramite tutti i canali di informazione, a mio giudizio, tramite la televisione, i giornali , i cartelloni pubblicitari, ecc. dovrebbero informare le persone di questa possibilità con tutti i relativi vantaggi sia per l'animale che per il padrone. UNA RACCOMANDAZIONI PER TUTTI.: NON ABBANDONATE IL VS. AMIC0 , LO SALVERETE DA MORTE CERTA!!!!!!!! IL PENSIERO CHE L'AVETE ABBANDONATO VI ROVINERA' LE VACANZE, PORTATELO IN UNA STRUTTURA ADEGUATA O AFFIDATELO AD UN AMICO O PARENTE, SAPRA' COME RICOMPENSARVI!!!!!!!! Ciao Manu ^

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