Come etichettare gli alimenti fatti in casa

Si tratti di confetture o cibi da surgelare, sono molti i consumatori che si dilettano in cucina per preparare alimenti che verranno consumati nel tempo, quindi pronti a una conservazione di breve o lungo periodo. Racchiusi in vasetti, contenitori o barattoli, e spesso sott’olio, sott’aceto o in salamoia, quando si prepara questi cibi è sempre necessario prestare attenzione alla sicurezza alimentare, evitando contaminazioni e provvedendo ad adeguata sterilizzazione. Ma come provvedere con l’etichettatura?

A differenza dei prodotti commerciali – questi ultimi dotati di informazioni molto dettagliate quali l’origine del prodotto, i valori nutrizionali, la data di scadenza e molto altro ancora – gli alimenti fatti in casa richiedono etichette più semplici. Tale semplicità, però, non è sinonimo di dimenticanza: vi sono delle informazioni utili, infatti, che spesso vengono omesse. Di seguito, qualche consiglio.

Etichettare conserve e affini

Vasetti di vetro

Conserve, confetture e altre produzioni in barattolo o vetro rappresentano, con quasi assoluta certezza, le ricette più frequentemente realizzate in casa per il consumo nel tempo. Per quanto riguarda l’etichetta, si è solitamente portati a indicare solo il nome della preparazione, senza aggiungere altre informazioni. Eppure rischiano di essere molti i dettagli che, a distanza di settimane o mesi, potrebbero risultare del tutto utili.

Il primo elemento da specificare è la data di produzione: questa informazione, per quanto banale, permetterà di scoprire con facilità quanto tempo è passato dall’inscatolamento, evitando quindi dubbi e incertezze ritrovandosi un barattolo in credenza. Ancora, potrebbe essere ideale indicare una data di consumo massimo, una sorta di scadenza casalinga relativa al mese o all’anno, in caso si conoscesse la durata massima della propria conserva.

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Consigliata, sebbene non indispensabile, potrebbe essere la presenza della lista degli ingredienti: si tratta di un’accortezza ideale in caso si volessero regalare conserve ad amici e parenti, affinché possano verificare facilmente eventuali intolleranze. Ancora, il tipo di conserva – sott’olio, sott’aceto e via dicendo – nonché l’eventuale procedura di sterilizzazione, se necessaria per quella tipologia di ricetta. Quante volte ci si trova nel dubbio davanti alla credenza, poiché non ci si ricorda se i vasetti siano stati sottoposti a questa operazione di sicurezza? Consumare cibi la cui salubrità non è ben riconoscibile, infatti, potrebbe determinare anche importanti conseguenze sulla salute.

Alimenti da frigo e da freezer

Frutta congelata

Ovviamente, all’interno delle abitazioni la conservazione degli alimenti non si limita alla produzione di conserve, confetture e similari. È molto più frequente riporre degli alimenti in frigorifero, congelarne altri in freezer e molto altro ancora. La mancanza di un sistema sufficientemente organizzato incide in modo determinante sullo spreco alimentare, poiché spesso si gettano cibi come frutta e verdura poiché, semplicemente, non ci si ricorda quando siano stati acquistati.

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Per tutti gli alimenti che si conservano in frigorifero, si tratti di una fresca lattuga o di un corposo pesce, è bene allegare un piccolo foglietto, dove riportare la data di acquisto. Questo impedirà di gettare del cibo ancora perfettamente idoneo per il consumo. Su alcuni prodotti, come le uova, queste informazioni possono essere trascritte direttamente sulla superficie esterna dell’alimento, evitando così dubbi e paure.

Per il freezer, è indispensabile indicare la data di produzione e, se nota, quella di consumo massimo. Quando si parla di prodotti congelati, si tratti di singole pietanze o di ricette fatte e finite, il suggerimento è riportare anche l’eventuale metodo di cottura impiegato. Può essere difficile, ad esempio, ricordarsi dopo mesi se il preparato sia stato precotto, congelato fresco o già cucinato, con il rischio di accumulare altro spreco.

29 aprile 2018
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