Educare il proprio cane a non sporcare in casa è un procedimento che richiede attenzione e pazienza nei confronti dell’animale che, per svariati motivi, potrebbe aver bisogno di tempo per apprendere la regola. Se il quadrupede è un cucciolo oppure un esemplare anziano, ma anche una new entry casalinga in cerca di assestamento nella nuova dimora, è bene concedergli tutto il tempo necessario per fare sua la dinamica. Il cucciolo, ad esempio, possiede una gestione molto limitata delle urine e delle feci: la sua è un’autonomia ridotta e, per questo, le traversine sono sempre una buona idea. Disporle per casa, in una zona limitata insieme alla carta di giornale, potrebbe aiutarlo a capire dove farla. In generale è importante tenere conto delle condizioni che caratterizzano la vita di Fido, i suoi orari per espletare le funzionalità primarie. Solitamente è bene condurlo fuori appena sveglio, dopo aver mangiato e bevuto, dopo un riposino lungo o prima di andare a dormire, ma anche se ulula e piange, oppure gira in tondo annusando il pavimento. Questo è uno dei segnali inequivocabili dell’urgenza di andare in bagno.

Nel caso la necessità fosse impellente e il cane avesse liberato il tutto in casa, è fondamentale non sgridarlo mai, perché non viva male la situazione legandola a una punizione ingiustificata e illogica. Al contrario, è necessario pulire senza agitare l’animale, magari senza farsi vedere, trasportando la deiezione sulla traversina perché l’associ alla necessità. Inoltre è bene lodarlo e premiarlo quando, durante la sgambata, coglierà l’occasione per fare i suoi bisogni.

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Vale lo stesso discorso anche nel caso dei cuccioli, che ancora rilasciano il tutto sulla traversina: elogiandoli in modo esagerato, assoceranno azione e reazione. Per aiutarli a fare il tutto fuori casa è importante muovere la traversina verso la porta, giorno dopo giorno, pochi centimetri per volta e continuando con il rinforzo positivo. La traversina verrà quindi posta in esterno e ridotta di formato, in modo graduale, fino a sparire.

Rinforzo positivo e pazienza

La perseveranza, la pazienza e il rinforzo positivo sono tutto ciò di cui si ha bisogno per educare Fido ai bisogni in esterno. La punizione e gli urli sono atteggiamenti errati che confondono e spaventano il cane. L’animale non mette in atto dispetti, non è nella sua indole, quindi fare i bisogni in casa è la conseguenza diretta di un’educazione errata trasmessa proprio dal proprietario. In tal caso è bene ripartire da zero. È inoltre vietato prendere il muso e avvicinarlo alle feci come ammonimento, perché si otterrebbe il risultato opposto, vista la sua passione per l’odore delle deiezioni.

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Mai lasciarlo a casa da solo per troppe ore: è giusto rispettare la sua tempistica fisiologica e magari con una sgambata serale prima di dormire. Posizionare la cuccia accanto al letto è un gesto positivo, perché è più facile comprendere se ha bisogno di uscire durante la notte, se si agita perché deve urinare. Un cane adulto è più regolare nella gestione delle sue deiezioni, quindi sarà più semplice prevedere il momento della passeggiata. Uscendo, segnando il territorio, Fido potrà ricordare e associare il gesto, in particolare se riceverà in cambio una carezza, un elogio oppure una crocchetta come premio. E in caso di assenza prolungate durante il giorno, è indispensabile fornire a Fido la possibilità di seguire le sue funzionalità, con l’aiuto di amici e parenti che possano sostituire il proprietario oppure con la traversina da posizionare in casa.

17 agosto 2017
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