L’anno nuovo è da poco cominciato e, giunte ormai al termine le festività, è tempo di ritornare a pensare alla cura dell’orto. Gennaio è un mese molto importante per il terreno e le coltivazioni: sebbene non sia particolarmente ricco dal punto di vista del raccolto e della semina, è infatti un periodo di intensa preparazione.

Proprio a gennaio, infatti, vengono svolti i lavori più importanti di manutenzione del proprio terreno, per rigenerarlo dopo l’inverno e, naturalmente, provvedere alla creazione di un ambiente florido per la successiva coltivazione primaverile: quest’ultima, infatti, comincerà a dare i primi risultati già dal termine di febbraio. Molta importanza, di conseguenza, assume la concimazione: di seguito, qualche informazione utile per la manutenzione e la fertilizzazione dell’orto. Naturalmente, si tratta di consigli generici, poiché vi sono delle esigenze specifiche sia dal punto di vista degli ortaggi che si andranno a seminare, nonché dal clima del periodo nella propria zona di residenza.

La manutenzione di gennaio

Il mese di gennaio, così come già accennato, è un periodo quasi completamente dedicato alla manutenzione dell’orto. Sono molti, infatti, i lavori che si devono eseguire, dopo che il terreno è rimasto pressoché fermo per le settimane più fredde dell’inverno.

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Innanzitutto, è necessario raccogliere tutti i detriti che potrebbero essersi accumulati sul terreno: foglie secche, rami trascinati dal vento, accumuli di erbe ormai morte. Rimuovendo ogni elemento estraneo, strappando anche eventuali erbacce ancora presenti o eliminando i residui di vecchie coltivazioni, si permetterà al terreno di respirare e ricevere nuovo ossigeno.

Altrettanto importante è agire su eventuali canali di scolo dell’acqua, sia d’irrigazione che piovana. I detriti poc’anzi citati potrebbero aver causato la chiusura di alcuni condotti naturali o, ancora, l’accumulo di rifiuti non desiderati negli snodi strategici del percorso dell’acqua. Allo stesso tempo, sarà certamente utile riparare eventuali coperture danneggiate da vento, neve e acqua, nonché recuperare eventuali terrazzamenti naturali, ceduti per l’azione dell’erosione o dalla caduta di rocce e massi di contenzione. Qualora si disponesse di una piccola serra, oppure di un riparo con rete antigrandine, si verifichi la tenuta della struttura nonché la presenza di eventuali fori.

Vangatura e concimazione di gennaio

Il mese di gennaio è, tradizionalmente, uno dei periodi destinati alla preparazione dell’orto. Già dalla terza settimana, quando le temperature iniziano timidamente a risalire, sarà possibile cominciare con le normali operazioni di vangatura e concimazione.

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Il primo passo consiste nell’eseguire, su tutto il campo non coltivato, un’iniziale zappatura: questa, non particolarmente profonda, permette infatti di smuovere il terreno, eliminare le ultime erbacce e di individuare eventuali rocce. Alla zappatura, tuttavia, deve seguire una fase di vangatura: rispetto alla prima, infatti, è ben più efficace, poiché può arrivare anche a 35-40 centimetri di profondità. L’operazione deve essere eseguita affinché le zolle di terreno vengano vistosamente sollevate e, per tale ragione, le zolle stesse devono risultate morbide, non eccessivamente secche a causa del gelo. Con la vangatura non solo si garantirà il rimescolamento del terriccio, ma si assicurerà un buon ricircolo dell’aria, con una penetrazione di ossigeno fino agli strati più profondi del terreno, nonché nuovi percorsi per l’acqua.

Contestualmente alla vangatura si esegue l’opera di fertilizzazione, facendo preferibilmente ricorso a concimi di origine organica. Le due alternative più famose, nonché pianamente sostenibili, sono quelle del compost e del letame: garantiscono elevato potenziale nutritivo per il terreno, stimolando nello stesso una buona presenza di azoto. Per i campi più secchi e sfruttati da precedenti coltivazioni, inoltre, la torba potrebbe essere la soluzione ideale per ridonare corpo e morbidezza al terriccio, mentre la sabbia può essere un’alternativa per zolle particolarmente argillose o dalla presenza troppo vistosa di acqua.

4 gennaio 2017
I vostri commenti
Luigi, venerdì 6 gennaio 2017 alle0:29 ha scritto: rispondi »

Dovrete scusare la mia intromissione ma secondo la mia esperienza in gennaio il terreno è meglio lasciarlo stare. Generalmente è troppo bagnato.Ameno che non sia molto sabbioso ma se è argilloso o limoso come il mio (63%) è meglio non toccarlo.Dove c'erano ortaggi estivi si doveva vagare prima dell'inverno e dove ci sono ortaggi invernali è meglio aspettare fine febbraio o inizio marzo che,se non viene la neve,generalmente è più asciutto. Cordialmente Luigi

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