Come coltivare il rododendro

Appartenente alla famiglia delle Ericaceae, il rododendro è una pianta arbustiva coltivata prevalentemente a scopo ornamentale. Rientra tra le piante del genere Rhododendron, come l’azalea, e il suo nome deriva dalle due parole greche “rhodon” ed “edendron”, rispettivamente rosa e albero.

Il rododendro è originario dell’America del Nord, ma anche dell’Europa e dell’Asia, tuttavia anche in Italia esistono alcune delle oltre ottocento specie tra cui la nota rosa delle Alpi. Per quanto riguarda le caratteristiche principali di questa pianta, vanta arbusti di dimensioni diverse tanto che possono avere altezze limitate ma anche svilupparsi in altezza raggiungendo i trenta metri.

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I fiori sono estesi e appariscenti, sia singoli sia raggruppati, hanno una forma a imbuto caratterizzata da petali o lisci oppure ondulati dotati di colori molto diversi, coprendo un’ampia gamma che va dal giallo all’arancio, dal bianco al rosso, dal rosa al viola. Solitamente si trova il rododendro in giardino coltivato a terra, tuttavia non sono rari gli esemplari coltivati in vaso: a essere molto apprezzata, infatti, è la fioritura molto abbondante spesso ricorrente nei mesi primaverili.

Caratteristiche

Rododendro

Il rododendro teme i raggi solari diretti, pertanto è preferibile collocarlo in una zona di penombra raggiunta comunque dalla luce. Per quanto riguarda la temperatura, alcune specie prediligono il clima freddo soprattutto se appartenenti alle varianti più rustiche, mentre in generale è necessario evitare di esporre queste piante alle gelate invernali avendo cura di proteggerle con appositi teli. Se è vero che per garantire longevità al rododendro è indispensabile garantire una corretta percentuale di umidità, è altrettanto innegabile che per ottenere una fioritura rigogliosa è necessario attendere la stagione primaverile.

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Il terreno ideale per coltivare il rododendro si caratterizza per un pH abbastanza acido, optando per un terriccio adatto alle piante acidofile preferibilmente povero di calcio ma ricco di sostanze nutritive. Amando molto l’umidità, deve essere annaffiato spesso nei mesi caldi ma può essere tranquillamente esposto all’acqua piovana nel resto dell’anno: è tuttavia fondamentale prestare attenzione ai ristagni d’acqua molto pericolosi per la salute delle radici. È anche utile utilizzare un comune nebulizzatore per idratare il rododendro, eventualmente raccogliendo proprio dell’acqua piovana. Il concime, invece, deve essere accuratamente selezionato tenendo conto delle necessità delle piante acidofile.

Potatura e cure

Rododendro

La potatura dovrebbe essere eseguita durante i mesi tiepidi, procedendo all’eliminazione dei rami secchi o rovinati cercando di conferire alla pianta una forma armonica favorendone il successivo sviluppo e la nascita di nuove foglie. Per quanto concerne le cure e le accortezze necessarie per mantenere in salute il rododendro, è importante monitorare lo stato delle foglie identificando i pericolosi ragnetti rossi – responsabili di creare piccole ragnatele che ingialliscono le foglie – così come l’oziorrinco: quest’ultimo è un coleottero curculionide che agisce come parassita delle piante danneggiando vistosamente i margini delle foglie, che appaiono consumati e colpiti da piccoli morsi.

Per tutelare la salute del rododendro, inoltre, è importante garantire un concime ricco di azoto qualora si noti un evidente ingiallimento delle foglie, mentre da tenere sotto controllo è anche la comparsa della cosiddetta muffa grigia che scurisce le foglie facendole sembrare sporche, malattia che spesso colpisce le piante durante i lunghi periodi di pioggia.

3 agosto 2018
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