Il merlo indiano, conosciuto anche come Gracula religiosa, è facilmente reperibile allo stato brado nelle aree tropicali asiatiche di India, Sri Lanka, Indonesia, Filippine, Pakistan e Malesia. Parte integrante di una famiglia molto numerosa, composta da 32 specie differenti, è un volatile molto intelligente che ama soggiornare nelle zone più verdi, per cercare il caldo solo durante la fase migratoria. Il manto nero rende il merlo molto lugubre ma al contempo affascinate e misterioso, il piumaggio spesso è ravvivato dal giallo del becco e delle caruncole, cioè le escrescenze laterali.

Nel tempo l’uccello dal piumaggio della notte ha trovato spazio e diffusione anche all’interno dell’ambito domestico, ma solo ed esclusivamente secondo le indicazioni imposte dall’Appendice II della Convenzione di Washington (CITES). È un animale protetto quindi la vendita si restringe a sole 3 specie, ma certificate in modo ufficiale. Per questo, se davvero si desidera ardentemente possedere un merlo indiano, è bene evitare l’acquisto tramite il commercio illegale o da importazione di frodo. Essendo un animale dalla natura selvaggia, la scelta migliore risulterebbe quella del non acquistarlo, per non costringere in gabbia un animale solitamente indipendente.

Addestrare un merlo indiano

Grazie alla sua sviluppata intelligenza e curiosità, il merlo indiano è un uccello facilmente educabile: possiede la capacità di replicare suoni e tonalità, parole o addirittura frasi intere con estrema sicurezza. Questa sua propensione innata gli è utile in natura per confondere i predatori, mentre all’interno dell’ambito domestico è in grado di replicare la voce del proprietario. Se dopo un’accurata riflessione e meditazione si è certi di volere acquistare un merlo indiano, è importante assicurargli un ambiente confortevole, spazioso, idoneo, che non lo faccia sentire costretto o gli provochi sofferenza. Quindi indispensabile sistemare la sua casa all’interno della stanza più frequentata, così che possa interagire costantemente senza sentirsi solo. Per addestrarlo alla parole è importante iniziare sin dai primi giorni, magari in tenera età e senza la presenza di altri sui simili, ripetendo parole corte con frequenza.

Meglio agire durante il primo pomeriggio, momento di maggiore ricettività per l’animale, interagendo con calma e catturando l’attenzione del merlo. Quando l’uccello avrà compreso e ripetuto la parola sarà possibile passare a un secondo termine: è un lavoro lento ma che potrà garantire ottimi risultati. Importante che l’educatore sia sempre lo stesso, per non confondere il merlo e per assimilare il tono di voce. Per incentivarlo al parlato potrete fornire all’animale qualche piccolo premio alimentare e leccornia.

Curiosità

È proprio questa caratteristica del merlo ad averlo consacrato, dal punto di vista religioso e sacro, nelle terre d’origine. La reputazione di uccello parlante ha fatto sì che in India venisse raffigurato sulla mano del Dio Rama. Ma questa sua dote ha incrementato la vendita e la commercializzazione sin dai tempi antichi, incidendo notevolmente sul numero delle specie libere in natura e sugli equilibri dell’ecosistema. Un tempo venivano strappati ancora piccoli dai nidi e dalle loro famiglie, quindi trasferiti oltreoceano per i mercati europei, con una percentuale elevata di morti durante il viaggio. L’allevamento in cattività è molto complicato ed elaborato, affidato solo alle mani degli esperti. Per questo il CITES ha posto un freno a tutto ciò monitorando acquisti e trasporti per la vendita, riducendo drasticamente le importazioni.

27 ottobre 2014
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento