Per mantenere il peso forma, evitando l’accumulo di chili in più ma anche un eccessivo dimagrimento, è fondamentale garantire un apporto calorico in equilibrio con il quotidiano dispendio di energia. Il metabolismo è determinato proprio dalla velocità con cui si “bruciano” le calorie, ma può variare e rallentare sotto l’influenza di svariati fattori.

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Accelerare il metabolismo in modo naturale significa, innanzitutto, capire quali meccanismi lo regolano e valutare su quali aspetti è possibile intervenire per consentire al proprio organismo di lavorare meglio, restando in forma.

Fattori che incidono sui processi metabolici

A condizionare i processi metabolici sono in primis l’età e il genere sessuale: se è vero che con il passare degli anni il metabolismo rallenta in modo fisiologico, è altrettanto certo che uomini e donne hanno una conformazione muscolare diversa, che consente di bruciare calorie in modo differente.

Quando si soffre di alcuni disturbi specifici – ad esempio legati alla funzionalità della tiroide – e in alcune situazioni o fasi della crescita, il metabolismo può subire un rallentamento che spesso porta a un aumento di peso: succede in menopausa, ad esempio, ma anche quando si attraversa un lungo periodo di stress, percepito dall’organismo come una situazione di disagio che necessita di “riserve energetiche” e che si traduce in un accumulo di grassi.

Stile di vita

Prima di passare in rassegna le risorse e le strategie a disposizione per velocizzare il metabolismo, è bene soffermarsi su alcune abitudini quotidiane tipiche di uno stile di vita sano, che possono rivelarsi altrettanto vantaggiose.

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Concedersi una prima colazione completa, ad esempio, risveglia letteralmente il metabolismo. Il pasto mattutino ideale dovrebbe essere ricco di sostanze nutritive e sufficientemente abbondante per saziare senza appesantire, fornendo un apporto energetico che potrà essere smaltito facilmente.

Bere acqua in modo regolare lungo tutto l’arco della giornata, partendo proprio dalla colazione, accelera i processi metabolici oltre a garantire idratazione.

Anche il sonno svolge un ruolo determinante: dormire poco rischia di indebolire l’organismo privandolo delle energie necessarie per svolgere le sue funzioni primarie.

Esercizio fisico

Bastano 30 minuti di attività fisica giornaliera per permettere al corpo di bruciare calorie in modo sano, favorendo una accelerazione dei processi metabolici e il potenziamento della massa magra a discapito di quella grassa.

Abitudini alimentari

Contrariamente a quanto si possa pensare, intraprendere diete eccessivamente restrittive non aiuta il metabolismo ma ne destabilizza i meccanismi e limita l’apporto di principi nutritivi importanti, conducendo a un recupero dei chili persi in breve tempo una volta terminata la fase alimentare ipocalorica.

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Mangiando poco, e spesso, si evitano gli attacchi di fame che spingono l’organismo a lavorare di meno per preservare l’energia accumulata. Pasti leggeri e frequenti rappresentano quindi una strategia efficace per velocizzare il metabolismo.

Un aiuto dal cibo

Alcuni cibi aiutano ad accelerare il metabolismo in modo naturale: un esempio è dato dagli albumi, ricchi di aminoacidi essenziali e vitamina D, così come dai cereali integrali, che permettono al corpo di bruciare più grassi.

Il peperoncino, oltre a essere una ricca fonte di vitamina C, contiene capsaicina, un composto chimico che può contribuire a dare al una “marcia in più” al metabolismo.

La caffeina, contenuta nel caffè, aumenta il tasso metabolico, così come il tè verde è ricco di antiossidanti – le catechine – che possono agevolare la perdita di peso.

Il consumo di calcio – attraverso il latte e alcuni tipi di latticini – può aiutare il corpo a metabolizzare efficientemente i grassi. Infine, una particolare attenzione deve essere riservata all’apporto di ferro, la cui carenza agisce negativamente sul metabolismo impedendo al corpo di bruciare calorie in modo regolare. Una fonte naturale è data dalle lenticchie, dagli spinaci, dalle mandorle e dai semi di zucca che contengono acidi grassi essenziali Omega 3.

20 febbraio 2017
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