Come contrastare il caldo torrido che ristagna sulla Penisola da giorni? Gli Italiani sembrano aver trovato una risposta: consumando grandi quantità di frutta e verdura. Il rischio però, è che insieme alle macedonie e ai frullati ingurgitati in cerca di refrigerio, aumenti vertiginosamente anche la mole di prodotti che finisce nella pattumiera.

In effetti, l’impennata delle quantità di alimenti freschi serviti in tavola è un fenomeno tipico della stagione estiva, che riguarda sia chi si sposta nei luoghi di villeggiatura che chi rimane in città. Secondo le stime, infatti, sarebbero oltre venti milioni gli italiani che consumano regolarmente frutta e verdura a pranzo e cena, almeno nel periodo più caldo dell’anno.

Una buona notizia, dal momento che gli alimenti di origine vegetale, oltre a essere preziosi alleati nella lotta all’afa, sono un toccasana per la salute. Il problema, però, stando all’allarme lanciato da Coldiretti, è che in questo periodo finisce nella spazzatura almeno un frutto su quattro per l’eccessiva maturazione. Una quantità enorme, che rappresenta una grossa perdita economica per gli italiani e soprattutto uno spreco dal punto di vista ecologico.

Ma come fare per evitare di gettare via frutta e verdura troppo mature? L’associazione degli agricoltori ha formulato un piccolo vademecum con alcuni consigli utili per contrastare gli sprechi. Prima di tutto, è importante acquistare minori quantità di prodotti, ma con più frequenza, e scegliere i frutti e gli ortaggi più freschi, preferibilmente di provenienza locale.

Anche la scelta di varietà di stagione aiuta a ridurre i rifiuti (oltre a essere un’opzione più sostenibile e salutare), così come optare per i frutti interi piuttosto che per quelli già affettati (come nel caso di meloni e cocomeri). Necessario, infine, ridurre i tempi di trasporto dei prodotti ed evitare di riporre frutta e verdura appena acquistate nel bagagliaio dell’auto. Anche la conservazione casalinga, infine, deve seguire dei piccoli accorgimenti: tenere la frutta negli appositi contenitori, per evitare ammaccature e marcescenze, e separare dal resto quella destinata al consumo immediato.

13 luglio 2011
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