Legge UE sulle coltivazioni OGM troppo debole. Secondo quanto denuncia Greenpeace il testo approvato dal Consiglio UE non offrirebbe altro, pur riconoscendo in linea di principio la possibilità per i singoli Stati membri di porre divieti, che degli strumenti soggetti a forti limitazioni.

Secondo quanto riferisce Greenpeace la legge UE sulle coltivazioni OGM non permetterebbe ad esempio agli Stati membri di far valere la motivazione ambientalista in caso di controversia legale con le aziende impegnate nello sviluppo di biotecnologie agricole. Come ha riferito Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia:

Il Consiglio Ue dice di voler dare ai Paesi membri il diritto di vietare le colture transgeniche sul loro territorio, ma il testo concordato non dà ai governi solide basi legali per poterlo fare. I Paesi che vogliono bandire la coltivazione di OGM non potranno usare evidenze di danni ambientali. Questo li lascia esposti ad attacchi legali da parte dell’industria biotech.

Al termine della lunga trattativa portata avanti a Bruxelles è stato licenziato un testo, destinato con molta probabilità ad essere ratificato dal Parlamento europeo il prossimo gennaio, che la stessa associazione ha definito:

Giuridicamente debole, che ignora le richieste del Parlamento europeo di ripristinare il diritto dei Paesi di utilizzare motivazioni di carattere ambientale per giustificare i bandi nazionali.

4 dicembre 2014
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Silvano Ghezzo, venerdì 5 dicembre 2014 alle2:13 ha scritto: rispondi »

Purtroppo le potenti multinazionali hanno vinto ancora, grazie ad una decisione "pilatesca" dell'Europa.

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