Tra i frutti di origine tropicale più diffusi, il mango è certamente uno degli esemplari che ha trovato più successo commerciale. Dal dolce sapore e dall’inconfondibile profumo, è spesso protagonista della tavola estiva, ma anche di numerose ricette. Sebbene la sua origine sia asiatica, la coltivazione è ormai diffusa in gran parte delle zone calde del mondo e, non ultimo, anche a livello domestico. Quali sono, tuttavia, i consigli per piantarlo in vaso oppure in orto?

Prima di cominciare, è bene specificare come la pianta del mango richieda un clima caldo, quasi tropicale, per crescere rigogliosa. Per questo motivo, la coltivazione potrebbe non essere adatta in tutte le zone d’Italia: area d’elezione è certamente il Sud. Le condizioni climatiche influiscono anche sulla capacità di produrre frutto, anche se spesso la pianta può essere scelta anche come semplice varietà ornamentale. Per ogni dubbio, di conseguenza, si consiglia di chiedere informazioni al proprio fornitore di botanica di fiducia, così da valutare i propri progetti in base alle caratteristiche climatiche del luogo di residenza.

Cosa sapere prima di coltivare il mango

La Mangifera indica è un albero appartenente alla famiglia delle Anacardiacee. Originario dell’India, la pianta trova oggi diffusione in tutte le aree tropicali del mondo, dove viene coltivata per la produzione e la raccolta dei suoi gustosi frutti. L’albero si caratterizza come varietà sempreverde: nei luoghi di origine può raggiungere altezze importanti, anche di 40 metri, e presenta una folta e vistosa chioma verde. Le foglie, lunghe e di intenso verde, sono solitamente lucide. La pianta produce dei caratteristici fiori di colore bianco o rosa e, da alcuni di questi, si sviluppa il noto frutto. Questo, di forma ovale ed esternamente verdognola, presenta una polpa che va dal giallo all’arancio, sviluppata attorno a un grande nocciolo duro. Le dimensioni del frutto sono variabili, ma decisamente importanti: a seconda della varietà, possono pesare anche 300 o 500 grammi.

Il clima ideale per la crescita rigogliosa del mango è quello tropicale, dal caldo intenso e dalla diretta esposizione solare. La pianta, di conseguenza, potrebbe non essere indicata per la coltivazione in tutte le zone d’Italia, anche se potrebbe trovare delle condizioni esterne più favorevoli al Sud. In alternativa, può essere scelto come varietà da vaso indoor a puro scopo ornamentale, anche se l’esposizione dovrà sempre essere solare.

Il terreno preferito è di media morbidezza, con una componente sabbiosa e altamente drenante. Inoltre, il mango necessita di un terriccio con PH compreso tra 4.5 e 7, con una dimora sufficientemente profonda per permettere lo sviluppo verso il basso delle radici. Per migliori risultati, si potrà far ricorso a un concime di origine organica, quale il compost.

Le necessità d’acqua non sono eccessive, poiché la pianta è abituata ai climi caldi e aridi. Queste variano anche a seconda del ciclo di crescita del mango stesso: dopo la semina e nel primo anno di vita potrebbe essere necessario provvedere blandamente un paio di volte la settimana, dopodiché servirà regolarsi a seconda delle precipitazioni del proprio luogo di residenza e dai livelli della temperatura esterna.

Coltivazione in vaso o in orto

Così come già accennato, la pianta del mango è tipicamente tropicale e, in mancanza di condizioni climatiche adeguate, potrebbe non giungere alla fase di produzione del frutto. In ogni caso, può essere impiegata anche come varietà ornamentale da vaso, anche se le dimensioni saranno decisamente più contenute rispetto ai luoghi di origine.

Il primo passo è quello di predisporre al meglio il vaso, o l’area esterna, che ospiterà la pianta. Sul fondo del contenitore andrà adagiato un letto di ghiaia e cocci, ma anche di palline d’argilla espansa, per agevolarne il deflusso dell’acqua. Dopodiché si riempirà il tutto con un terriccio morbido e sabbioso, drenante ed eventualmente arricchito con compost. In orto, indicata sarà una blanda opera di vangatura per garantire una distribuzione uniforme delle sostanze nutritive nel terreno.

La coltivazione può avvenire per seme o per trapianto delle piantine, modalità quest’ultima decisamente più diffusa, soprattutto al di fuori delle aree di origine. Dopo aver scelto la varietà preferita, il seme dovrà essere innanzitutto pulito avvalendosi di una piccola spazzola, per rimuovere eventuali residui di fibre o di polpa. Se necessario, dovrà essere lasciato per qualche giorno al sole affinché perda l’umidità originaria. In caso di condizioni climatiche favorevoli, il seme potrà essere inserito direttamente in dimora a una profondità di circa 2.5-3 centimetri, con la parte concava rivolta verso l’alto. In caso si volesse coltivare il mango in casa, o in aree sfavorevoli, è consigliabile aiutare l’apparizione dei germogli in un semenzaio, composto da poco terriccio morbido e sabbioso, in un contenitore preferibilmente ricoperto da un tessuto in plastica trasparente per aumentarne la temperatura, come se si trattasse di una serra in miniatura. Quando i germogli avranno raggiunto un’altezza di circa 10 centimetri, potranno essere trapiantati.

La manutenzione del mango dipende dalla tipologia coltivata, nonché dal luogo. Per esemplari da vaso, i più diffusi, bisognerà controllare la presenza di erbacce e altri infestanti, nonché concimare con fertilizzanti organici ogni due mesi circa. Qualora la pianta dovesse ingrandirsi troppo, si può procedere a una ciclica potatura.

10 settembre 2016
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