Coltivazione del glicine in vaso e in giardino

Il glicine è certamente uno dei fiori più amati: le sue piante vengono spesso scelte a scopo ornamentale, soprattutto per abbellire muretti, ringhiere, balconi oppure per realizzare delle splendide gallerie floreali. Con le sue splendide note violacee, e la capacità di crescere facilmente in altezza, questa pianta risulta molto comune all’interno dei giardini. Eppure non mancano numerosi esempi di coltivazioni in vaso di successo, utili soprattutto per colorare la casa. Quali sono, di conseguenza, i consigli di coltivazione del glicine sia in vaso che in giardino?

Naturalmente, prima di procedere con la coltivazione, è indicato informarsi dal proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia, per vagliare la resistenza e l’adattabilità del vegetale al clima tipico del proprio luogo di residenza.

Glicine: le caratteristiche

Glicine

La Wisteria – nota ai più con il nome generico di glicine – è una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle Fabacee. La sua caratteristica principale è quella di riuscire efficacemente ad aggrapparsi a qualsiasi tipo di supporto, raggiungendo altezze anche molto elevate: questa peculiarità ha reso l’arbusto una delle varietà ornamentali per eccellenza.

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Dall’aspetto arbustivo e cespuglioso, la pianta si rende immediatamente riconoscibile per i suoi lunghi e sottili rami, dotati di una certa flessibilità per poter avvolgere, durante la crescita, pali, ringhiere, muretti e qualsiasi altro tipo di supporto. A rendere ancora più appariscente questa famiglia di piante sono i bellissimi fiori, raccolti a centinaia di grappoli dalle tinte lilla, violacee e bianche. Soprattutto nelle coperture orizzontali, quali tettoie o pergolati in legno o metallo, lo spettacolo di questi fiori è insuperabile: i grappoli, pendendo verso il basso, creano un effetto di colori davvero unico, il tutto garantendo una buona ombra bloccando gran parte dei raggi solari.

Sono moltissime le varietà di glicine che possono essere coltivate, tra cui le più famose sono la Wisteria brachybotrys e la Wisteria brevidentata, seguite dalle alternative Wisteria frutescens, sinensis, venusta, villosa e molte altre ancora. Per alcune culture, ad esempio in Giappone, il glicine non appaga unicamente la vista, bensì anche il palato. Esistono numerose ricette da realizzare con i suoi fiori, in particolare la frittura in tempura, anche se non tutte le varietà potrebbero ritornare utili a questo scopo.

Coltivazione in vaso e in giardino

Glicine

Così come già accennato, il glicine è una pianta che può crescere efficacemente in giardino oppure in vaso, purché si scelgano strumenti adeguati. Ad esempio, si dovrebbero preferire vasi in terracotta anziché in plastica, assicurandosi che sul fondo sia stato predisposto un letto di ghiaia, cocci o palline di argilla espansa per aumentare il deflusso dell’acqua ed evitare i ristagni. Ancora, si dovrà preferire un contenitore dalla profondità superiore agli 80-90 centimetri, da riempire regolarmente con nuovo terriccio perché lo sviluppo radicale della pianta è molto veloce. Le radici, non ultimo, sono molto resistenti e tendono a infrangere vasi di fattura leggera, per questo poc’anzi si è consigliata la terracotta o qualsiasi altra struttura molto solida.

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Di norma, quando coltivato in giardino il glicine cresce rigoglioso e si estende molto in altezza, mentre in vaso tende a mantenere un aspetto cespuglioso, poiché le sostanze nutritive di cui può approfittare sono più limitate. In ogni caso, la pianta preferisce un terreno morbido ma fertile, anche arricchito con concimi di origine organica. Le richieste d’acqua non sono eccessive e variano a seconda del periodo dell’anno: nei mesi più freddi possono bastare i normali fenomeni atmosferici, mentre in quelli più caldi si può intervenire anche quotidianamente.

La coltivazione può avvenire per seme o per talea, anche se quest’ultima modalità è decisamente la più frequente. La semina, infatti, richiede che la pianta cresca per molti anni prima di poter produrre fiori, tempistica accorciata invece per la talea. Dopo aver scelto una posizione sufficientemente soleggiata, i semi vanno posizionati in buche molto profonde. Per la moltiplicazione in talee, invece, si tagliano rametti da riporre in un terriccio di sabbia e torba: quando sarà apparso l’apparato radicale, l’esemplare potrà essere trasferito in dimora definitiva. Questa operazione avviene solitamente in autunno o in inverno e impone, soprattutto in giardino, di predisporre un’apposita struttura – come dei pali, ad esempio – affinché la pianta vi si possa aggrappare.

Poiché decisamente vistosa nella sua crescita, questa pianta necessita di potature regolari per definirne la forma e contenerne l’estensione. Allo stesso tempo, bisognerà controllare le infestazioni di ospiti sgraditi come afidi, ragnetti rossi e formiche, quindi la comparsa di funghi, muffe e oidio.

2 dicembre 2018
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