Le urine possono certamente rappresentare un utile mezzo per raccogliere informazioni sullo stato di salute. Non a caso, le analisi di laboratorio su campioni d’urina sono uno degli strumenti d’elezione per il controllo delle condizioni dell’organismo, anche per valutare l’eventuale presenza di disturbi non solo correlati all’apparato urinario. Altrettanto utile può essere la comprensione del colore di questo liquido fisiologico, poiché a volte predittivo di alcune situazioni da monitorare. Cosa indicano, perciò, le varie tinte assunte dall’urina?

Prima di cominciare, è doveroso sottolineare come la valutazione delle urine spetti al medico curante e agli specialisti, quali l’urologo, affinché il paziente riceva una diagnosi precisa e puntuale e possa intraprendere il trattamento più indicato in base alle proprie condizioni. Il controllo del colore, pertanto, ha un valore unicamente indicativo, utile per suggerire un supporto professionale più approfondito. Inoltre, va considerato come le urine possano variare per le più disparate ragioni, alcune delle quali molto comuni quali l’alimentazione. Le informazioni di seguito riportate, di conseguenza, hanno un carattere unicamente illustrativo.

Urine: colore normale

Per urina si intende il prodotto finale delle operazioni di depurazione da parte del rene, affinché possano essere eliminati dal corpo degli elementi di scarto presenti nel sangue, quali l’urea, dovuti ai processi metabolici dell’organismo. In condizioni normali, le urine assumono un colore giallo, risultano limpide alla vista e completamente liquide.

Come facile intuire, vi potrebbero essere delle piccole variazioni non solo nell’arco della giornata, ma anche da un soggetto all’altro, che possono comunque rientrare in condizioni di normalità. Ad esempio, la prima minzione del mattino potrebbe risultare più scura rispetto alle successive, data la permanenza maggiore dei liquidi in vescica nelle ore di sonno. Ancora, l’intensità del colore può modificarsi in base al livello d’idratazione dell’organismo, al consumo di alcuni cibi, a eventuali eccessi di alcol, nonché all’assunzione di alcuni farmaci.

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Questa media variabilità è solitamente transitoria, poiché si risolve al termine dell’assunzione del cibo o del farmaco responsabile del cambiamento, nonché ripristinando la normale idratazione dell’organismo. In caso di dubbi, tuttavia, il parere del medico rimane imprescindibile.

Urine: altri colori

Sebbene la colorazione delle urine possa variare anche sensibilmente a seconda degli alimenti ingeriti o allo stato di idratazione, così come accennato nel precedente paragrafo, alcune manifestazioni potrebbero risultare utili per segnalare una condizione preesistente. Come già ribadito, la valutazione personale delle urine non può essere considerata sostitutiva del parere del medico: la funzione è solamente indicativa, ovvero suggerisce l’eventuale necessità di rivolgersi allo specialista per vagliare l’opportunità di analisi più approfondite. Inoltre, la grande variabilità potrebbe trarre in inganno il paziente e, in mancanza di un supporto professionale, si rischia di ritardare un trattamento o, ancora, di allarmarsi per condizioni invece normali.

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Negli anni, sono state elaborate le più svariate scale del colore dei liquidi a seguito della minzione, per agevolarne la comprensione del paziente. Generalmente, le urine potranno assumere le seguenti colorazioni:

  • Urine trasparenti: si tratta di una manifestazione non molto frequente e può derivare da un consumo troppo abbondante di liquidi. Per quanto una buona idratazione sia certamente consigliata per il benessere dell’organismo, anche l’eccesso potrebbe essere causa di vari disturbi;
  • Urine gialle: possono essere caratterizzate da diverse tonalità, dal paglierino chiaro a un giallo più intenso, e indicano di solito una condizione di normalità. Come nel caso precedente, tonalità più o meno intense suggeriscono anche il proprio livello di idratazione. In alcuni casi il liquido può apparire schiumoso: non sempre è sintomo di un disturbo, ma potrebbe sottolineare un consumo elevato di proteine nella dieta o problematiche a carico dei reni;
  • Urine giallo scuro o arancione: le urine di un giallo molto scuro, quasi ambrato, potrebbero segnalare un livello non sufficiente di idratazione, di norma risolto ripristinando la normale assunzione di acqua. Anche l’arancione può indicare un’idratazione non corretta, sebbene in alcuni casi potrebbe essere dovuto a disturbi a livello del fegato e dei dotti biliari;
  • Urine rosa o rosse: possono generare una certa apprensione, anche se spesso derivano semplicemente dall’assunzione di alcuni cibi, quali barbabietole, mirtilli e rape. Non si può tuttavia escludere che la tinta non sia causata da tracce di sangue, queste ultime dovute alle più svariate ragioni: da piccole infiammazioni del tratto urinario a disturbi di vescica, reni e prostata, ma anche calcoli renali, infezioni e molto altro ancora. Importante, di conseguenza, è informare il medico;
  • Urine verdi o blu: possono derivare dal consumo eccessivo di alcuni alimenti, come gli asparagi, nonché dalla presenza di coloranti alimentari in bibite e derivati. Tuttavia, potrebbero essere dovute anche ad alcuni farmaci, nonché da eventuali infezioni batteriche;
  • Urine marroni: quando il liquido tende al marrone intenso, potrebbe sempre indicare un importante stato di disidratazione, ma anche alcuni disturbi da non sottovalutare legati al fegato, alla vescica, ai calcoli renali e molto altro ancora;
  • Urine dal violaceo al nero: pur rappresentando un’eventualità abbastanza rara, urine tendenti al violaceo potrebbero essere determinate da un eccesso di proteine nella dieta nonché dall’assunzione di alcuni farmaci, mentre quelle nerastre potrebbero derivare da medicinali e integratori alimentari.

In ogni caso, si ribadisce nuovamente come sia consigliato richiedere il parere e il supporto del medico quando si rileva un aspetto delle urine differente dal consueto, così da fugare qualsiasi dubbio e intraprendere prontamente gli eventuali percorsi di cura.

22 luglio 2017
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