Il problema del cambiamento climatico si fa sentire anche nelle montagne dell’Himalaya. Soprattutto nelle valli la stagione secca diventa sempre più critica a causa del minor apporto di acqua dai ghiacciai, che sono ogni anno sempre più ridotti e il cui ghiaccio si scioglie anche d’inverno.

All’interno della SECMOL (Students’ Educational and Cultural Movement of Ladakh) Alternative School di Ladakh, con la guida dell’ingegnere meccanico Sonam Wangchuk e il supporto tecnico del Dr. Tsewang Thinlas, specialista in idrologia, è nata l’idea di risolvere il problema con la realizzazione di speciali ghiacciai artificiali, in grado di resistere all’aumento delle temperature perché sviluppati in senso verticale, anziché con la costruzione di dighe o serbatoi.

A dire la verità erano già in fase di studio altri progetti simili, che però avevano dimostrato i loro limiti. La squadra é partita da questi e ne ha migliorato gli aspetti principali, facilitando anche la loro fattibilità.

Il primo prototipo alto 6 m è stato realizzato in condizioni di massimo calore, a basse quote, nella valle di Leh (India), sulla riva del fiume Indus, a 3.170 m di altezza e in piena esposizione al sole. La prova è stata superata e a maggio il ghiacciaio, chiamato “stupa” in ricordo di un tipo di monumento buddista tradizionale tipico del Tibet, non era ancora sciolto del tutto.

Ecco perché la squadra ha deciso di fare appello al crowdfunding per finanziare la realizzazione della prima vera enorme “torre di ghiaccio”. La campagna si è conclusa il 22 dicembre 2014 e i fondi hanno superato il 100%, così entro metà marzo dovrebbe essere terminata la prima “stupa” nel villaggio di Phyang. Sarà alta 15 metri, anche se in origine doveva raggiungere i 30, ma questi sono i primi esperimenti e resta quindi comunque un bel margine di miglioramento.

In futuro il team si prefigge di realizzare altre 80-90 “stupa”, che dovrebbero, secondo i calcoli, riuscire ad irrigare 1.500 ettari di terreno e hanno avanzato addirittura l’ipotesi di trasformare il deserto Phyang in una eco-città sostenibile in cui tutte le case saranno costruite di terra e alimentate e riscaldate solo dal sole.

La presentazione del progetto nella piattaforma Indiegogo inoltre si sofferma molto sui fenomeni che hanno portato ai gravi problemi di siccità e invita a comportamenti virtuosi anche i finanziatori del progetto, ai fini di una lotta da più parti contro i cambiamenti climatici.

2 marzo 2015
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