La sindrome del colon irritabile, una patologia dello stile di vita moderno, colpisce in modo debilitante migliaia di persone ogni anno. Si caratterizza per disfunzioni più o meno dolorose nella normale formazione delle feci, sia con fasi di stitichezza che di diarrea, con un conseguente ed estremo impatto sulla qualità della vita dei pazienti coinvolti. Al momento, non sono ancora ben note le cause di questa malattia, ma di certo aiuti validi arrivano sia dalla psicologia che dalla natura.

Chi soffre di intestino irritabile è costretto a riprogrammare la propria intera esistenza attorno alle funzioni digestive. Vi sono periodi in cui la peristalsi è troppo rapida e fastidiosa, tanto da provocare anche decine di scariche al giorno, altri in cui l’insormontabile stitichezza costringe a fitte e sofferenze non dissimili da quelle del parto. Così, non si è più in grado di vivere una quotidianità serena, di programmare una vacanza o anche solo di uscire per una cena, perché ben non si può prevedere come reagirà il proprio intestino e nemmeno è semplice giocare d’anticipo. Proprio per questo, la sindrome in questione è direttamente correlata a manifestazioni ansiose e fobiche, le prime su cui agire per arginare il disturbo. Di seguito, qualche rimedio naturale per vivere più serenamente e, con il tempo e l’impegno, liberarsi di questo fardello.

Psicoterapia per contrastare la colite

Il paziente affetto da sindrome del colon irritabile spesso arriva a questo tipo di diagnosi dopo mesi, a volte anni, di esami clinici per escludere patologie ben più serie. E nella quasi totalità dei casi si giunge alla definizione della malattia proprio perché a livello fisico l’intestino non presenta nulla di anomalo – infezioni, tumori, lacerazioni da morbo di Crohn, coliti ulcerose e quant’altro – se non una peristalsi irregolare. Di certo curare l’alimentazione, così come si vedrà più avanti, ha effetti di sollievo immediati sul disturbo, tuttavia è ancor più utile iniziare a pensare seriamente a un percorso di tipo psicoterapeutico.

Le cause psicoligiche della sindrome del colon irritabile

Si sospetta che molti sintomi del colon irritabile, essendo l’intestino avvolto da fasci nervosi, siano una manifestazione di un disagio psicologico, quale lo stress oppure l’ansia. E di certo chi è affetto da questa patologia è sottoposto ogni giorno a stress non indifferenti, un vero e proprio cane che si morde la coda. Inoltre, chi subisce un disagio così invalidante non è raro sviluppi delle specifiche fobie, come la paura di allontanarsi troppo di casa, di partire per un lungo viaggio, di non trovare un bagno pubblico disponibile o di non riuscire a contenere la defecazione, con l’imbarazzo che ne potrebbe conseguire. E il fatto che il paziente sia costantemente concentrato, a volte anche perdendo molte ore di sonno, sulla risoluzione dei propri sintomi, per contro non fa altro che renderli ancora più evidenti. Negli anni, la psicoterapia cognitivo comportamentale si è rivelata particolarmente efficace nella lotta al colon irritabile, grazie a delle specifiche tecniche di desensibilizzazione agli effetti più temuti della sindrome. Ricominciando a organizzare la propria esistenza attorno a desideri e aspirazioni, anziché alla vicinanza di una toilette, quando la paura viene normalizzata grazie all’esposizione all’evento temuto, i sintomi spesso si riducono fino a scomparire. Per questo motivo, è molto importante che gli affetti da intestino irritabile non si lancino nell’autodiagnosi e nemmeno nella sovrainformazione da Web – con questo non si vogliono demonizzare le numerose e utili community nate in Rete, tuttavia così si è portati a pensare costantemente alla questione, a misurare ogni minimo sintomo del corpo, a passare al setaccio ogni movimento addominale per tentare di prevenire il peggio – perché più ci si concentra sul disturbo, meno solo le chance di risolverlo.

Aloe Vera

Drops Of Water On Leaf Of Aloe via Shutterstock

Colon irritabile: rimedi naturali per la fase di diarrea

Oltre al necessario supporto psicologico, per contenere la fase diarroica del colon irritabile vi sono molti alleati provenienti dalla natura. Innanzitutto, bisogna diventare esperti della propria alimentazione, ovvero capire se vi siano dei cibi particolari – ad esempio i latticini – che potrebbero aumentare le scariche giornaliere. Quando si è in fase diarroica, è innanzitutto doveroso bere grandi quantitativi d’acqua per non incorrere nel rischio di disidratazione. Poi, è il caso di ridurre momentaneamente verdure e fibre note per aumentare il transito intestinale – ad esempio legumi, prugne, pietanze bollite e latticini – per prediligere cibi astringenti come il riso, il limone, la frutta secca, le carni bianche, l’ananas e – alcuni lettori ne saranno certamente felici – il cioccolato. Particolarmente utile è l’assunzione di aloe vera, grazie ai potenti effetti lenenti e disinfiammatori, così come di probiotici e fermenti lattici, naturalmente presenti nello yogurt, ma da evitare qualora si fosse intolleranti al lattosio. Da escludere il junk food, il caffè, l’acqua e le bibite gasate, l’alcol e il fumo, perché potrebbero peggiorare i sintomi con l’aerofagia. Allo stesso modo, sarebbe meglio non fare estremo ricorso ai farmaci antidiarroici, perché l’assunzione per lungo periodo potrebbe peggiorare la già irregolare peristalsi. Infine, l’attività fisica dolce e addominale – come lo yoga o il pilates – può essere d’aiuto non solo per rilassare la muscolatura liscia dell’intestino, ma anche per aumentare il grado di resistenza del paziente agli attacchi, regalandogli una maggiore autonomia.

Colon irritabile: rimedi naturali per la fase di stitichezza

Per chi soffre di colon irritabile, la fase stitica è spesso differente da quella provata dal resto della popolazione, perché molto dolorosa data l’irregolarità della peristalsi e dall’aria che si accumula nell’intestino insieme alle feci. Bisogna quindi puntare su un’alimentazione che renda i rifiuti fisiologici più morbidi, con l’assunzione in abbondanza di acqua e altri liquidi, verdura fresca, pietanze bollite, legumi e fibre. Particolarmente utile è il finocchio – fresco, in pinzimonio o in polvere per tisane – perché aiuta a eliminare le bolle d’aria che potrebbero essere d’intralcio al transito intestinale. I gas possono essere risolti anche con l’azione a tampone del carbone vegetale, tuttavia da assumere lontano dai pasti perché potrebbe assorbire anche i principi nutritivi di ciò che si è assunto. Si evitino momentaneamente i cibi astringenti – come limone, riso, ananas, cioccolato – e non si ricorra ai purganti, perché nel lungo periodo potrebbero rendere l’intestino ancora più pigro. L’attività fisica va aumentata, magari con camminate a passo sostenuto o la corsa naturalmente indicate per favorire la peristalsi, mentre in bagno non bisogna eccedere nello sforzo, perché l’insorgenza di emorroidi potrebbe essere molto probabile.

8 settembre 2013
I vostri commenti
stefano, domenica 28 agosto 2016 alle7:32 ha scritto: rispondi »

buongiorno sono un 53 enne in sovrappeso e da alcuni giorni ho dei fastidi tra il colon dx e il fegato potrebbe essere aria ? d,intestino vado ogni 2 giorni delle volte vado stitico ed altre no cosa debbo fare grazie

ilaria, giovedì 26 novembre 2015 alle1:09 ha scritto: rispondi »

Sono diversi mesi che ho dolore al fianco sinistro ,il mio medico mi ha fatto fare ecografia dell'addome ma è tutto apposto,ho controllato anche l alimentazione ma il dolore non è scomparso non so che fare.

Gabriele, venerdì 25 settembre 2015 alle9:59 ha scritto: rispondi »

Non so per il resto ma per l'helicobacter io ho fatto una cura di antibiotici di 15 giorni con esito positivo e così so per altre persone conoscenti. per i dolori mi piegato in due, poi tutto risolto.

roby, lunedì 24 agosto 2015 alle17:25 ha scritto: rispondi »

Salve, sono tre circa due anni che sto impazzendo con dolori addominali (quasi quotidianamente). Il medico curante mi ha prescritto esami del sangue da quelli di routine alla lipasi, e altri. Ecografia addome completo, esame su tre campioni sangue nelle feci, fatto ben tre volte in questi anni. Esito finale, dall'ecografia è emerso un calcolo alla cistifellea di cm 1,5, il mio medico dice che date le dimensioni non può uscire dalla cistifellea e dunque non può essere lui che causa questi dolori. Dagli esami sopra elencati tutto negativo a parte l'esame dell'helicobacter pylori con esito positivo. Il mio medico mi ha dato una cura per regolarizzare l'intestino (funziona si funziona no, i dolori li ho comunque) mentre per l'helicobacter nessuna cura. Ora vi chiedo, ma l'helicobacter può causare dei dolori addominali sparsi come se fossero dolori di colica, è perché secondo voi il mio medico non lo abbatte con un antibiotico?

Simona, lunedì 18 maggio 2015 alle10:17 ha scritto: rispondi »

articolo molto molto utile, grazie :)

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