Fido perde il suo primato: negli ultimi anni, infatti, i collari per gatti sono diventati sempre più popolari. Eppure dotare il felino di casa di un collare, magari impreziosito con brillantini e perline, potrebbe non essere l’idea più consona alla salute dell’animale. È quanto rivela nel Regno Unito la RSPCA, pronta a consigliare ai proprietari altri metodi per l’identificazione dei loro amici a quattro zampe.

Per il gatto un collare può diventare anche decisamente pericoloso, soprattutto qualora ci si lasciasse trascinare dalle mode del momento. È quanto spiega la RSPCA, nel notare una crescita delle problematiche connesse a questi strumenti, in particolare quelli diamantati, con brillantini o addirittura borchie. Il consiglio è quindi quello di utilizzare sempre prodotti approvati a livello veterinario o, in alternativa, affidarsi al microchip per il riconoscimento dell’animale qualora fuggisse di casa.

A differenza del cane, il cui collare ha la funzione non solo di identificare l’animale ma anche di agganciarne il guinzaglio, per il gatto potrebbero verificarsi diversi eventi spiacevoli. Curioso ed esploratore, non è raro che il felino si infili in piccoli anfratti o trovi riparo fra i rami di un albero, dove il collare potrebbe rimanere bloccato, impedendo non solo all’animale di liberarsi, ma anche di respirare. Per questo, la RSCPA raccomanda l’utilizzo di prodotti a strappo anziché a gancio, poiché l’eventuale attrito con rami o altri ostacoli ne determineranno il rilascio e l’apertura senza l’intervento dell’uomo.

Non è però tutto, poiché anche la conformazione dell’oggetto può ferire il micio, anche quello più pacifico. In un caso, ad esempio, il gruppo Oltremanica spiega come sia stato necessario un intervento chirurgico per rimuovere l’estremità di una fibbia dal collo di un animale. In un secondo episodio, invece, un randagio è stato rinvenuto con una profonda infezione, causata dalle ferite dovute allo sfregamento sulla pelle dei decori diamantati.

I collari a fibbia e quelli elasticizzati possono essere letali se il gatto rimane bloccato da qualche parte. Questo è un importante suggerimento affinché si utilizzino collari in grado di aprirsi senza l’intervento dell’uomo. È bello abbellire il proprio gatto con un collare diamantato, affinché risulti più carino. Ma i proprietari hanno anche la responsabilità di accertarsi che i loro animali siano al sicuro.

Qualora un proprietario fosse preoccupato per le sorti del proprio gatto, soprattutto quegli esemplari liberi di uscire di casa, il collare potrebbe non essere la soluzione ideale. Meglio il microchip, spiegano dall’Inghilterra, l’unico mezzo che permetterà di riconoscere l’animale anche dopo anni dallo smarrimento.

12 ottobre 2015
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I vostri commenti
carla levrino, martedì 24 novembre 2015 alle11:15 ha scritto: rispondi »

Chiara, cosa analoga è successa al gatto di mia nipote che in più è tornato estremamente denutrito, segno che era rimasto impigliato probabilmente per giorni inoltre negativi anche i sonagli perché, per i gatti che frequentano ad esempio boschi ecc possono segnalare la loro presenza ad eventuali predatori in ogni caso il collare è un "vincolo" a cui nessun gatto deve essere assoggettato, per le pulci ci sono rimedi migliori

Chiara, lunedì 19 ottobre 2015 alle2:38 ha scritto: rispondi »

La mia gatta per un collare antipulci con elastico è finita in sala operatoria: abituata ad allontanarsi da casa anche per più giorni, è tornata dopo una settimana di assenza con il collare messo a tracolla (aveva infilato dentro anche una zampa anteriore). Risultato: profonda lesione all'ascella, diverse centinaia di euro di parcella veterinaria, 20 giorni di convalescenza con medicazioni quotidiane. Collari: mai più!!!!!!!!

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