I colibrì, dal piumaggio colorato e dal volo rapidissimo, sono volatili dal formato davvero ridotto: in natura probabilmente gli uccelli più piccini. Per questo, l’idea di saperli al freddo e al gelo durante l’inverno potrebbe rattristare i più, inconsapevoli della tempra di questi combattenti in miniatura. I colibrì sono in realtà dei veri guerrieri della natura e, nonostante siano minuscoli, la loro apparente fragilità contrasta con forza il glaciale inverno. Per consentire loro la sopravvivenza, Madre Natura ne ha progettato una struttura coriacea e dall’indole adattabile. Il battito spesso rallenta da 1.260 ripetizione al minuto a 50 massimo 180, creando una sorta di torpore preservativo che consente ai colibrì di conservare le energie.

Questo permette ai piccoli volatili di sopravvivere anche in assenza del loro cibo preferito, ovvero il nettare, in una sorta di letargo vigile. Come spiega Adam Hadley, ecologo della Oregon State University alla rivista National Geographic, i colibrì all’occorrenza possono nutrirsi anche di graniglie e semi. E negli anni hanno modificato le loro traiettorie, spingendosi verso zone anche leggermente più miti come la Columbia Britannica in Canada. Gli esemplari che vivono nelle aree più fredde sono in grado di modificare la loro temperatura corporea passando dai 40°C ai 10°C, favorendo una sorta di mini ibernazione.

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Questi esserini sono delle piccole meraviglie, perché in grado di volare in modo agile, veloce e anche all’indietro. La potenza muscolare racchiusa nel petto consente loro di ruotare le ali in modo dinamico, mentre durante il periodo degli amori possono raggiungere i quaranta metri di altezza per poi gettarsi a capofitto verso il basso, spalancando la coda e cinguettando. Un’acrobazia messa in pratica per catturare l’attenzione dell’amata, per poi risalire velocemente verso l’alto. Sono esemplari utili e necessari per la sopravvivenza della natura e quindi della Terra, come le api si occupano di impollinare i fiori e le piante. In Costa Rica, la specie Heliconia tortuosa sopravvive grazie ai laboriosi colibrì verde eremita e colibrì viola ali a falcetto, che trasferiscono il polline con cura e attenzione.

19 gennaio 2017
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