Il colesterolo totale alto – definito come ipercolesterolemia, l’opposto dell’ipocolesterolemia – è un disordine del metabolismo identificato proprio dall’alterazione rispetto alla norma della concentrazione di colesterolo.

Quando si parla di ipercolesterolemia nel nostro Paese, e più in generale nei Paesi Occidentali, si può affermare con un buon grado di sicurezza che la maggior parte dei casi è dovuta ai disordini e agli eccessi alimentari, nonché a uno stile di vita complessivamente troppo sedentario. Questi fattori incidono meno nell’ipocolesterolemia: la malnutrizione grave è piuttosto rara in Italia.

Per definizione, il colesterolo totale è il valore che si ottiene dalla somma della concentrazioni, in genere espresse in milligrammi per decilitro di sangue, del colesterolo HDL e LDL. Il valore, in realtà, è leggermente influenzato anche dalla quantità di colesterolo VLDL, tuttavia questo è di solito così limitato da essere escluso.

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Vediamo che cos’è il colesterolo, che significato hanno le diciture colesterolo HDL e LDL e quali sono le cause più frequenti dell’alterazione della concentrazione di questo grasso rispetto alla norma.

Il colesterolo che cos’è e perché è importante

Il colesterolo è un lipide steroideo, ovvero un grasso, indispensabile per la vita di tutti gli animali. È una molecola altamente presente nelle cellule che costituiscono i tessuti, infatti è un ingrediente essenziale della membrana cellulare. Una discreta quantità di colesterolo viene convertita in acido colico che, a sua volta, costituisce la base per la sintesi dei sali biliari: questi vengono escreti dalla cistifellea con la bile che, nel duodeno, facilita il processo digestivo e l’assorbimento dei grassi.

Il colesterolo è indispensabile anche per la sintesi da parte di diverse ghiandole – tra le quali surrenali, ovaie e testicoli – di ormoni come quelli corticosurrenalici, progesterone, estrogeni e androgeni.

Considerata l’elevata importanza di questo grasso, il fegato stesso è deputato alla sua sintesi. Da ciò si comprende che tutto il colesterolo contenuto nel nostro corpo deriva dalla dieta, che conta per circa un terzo della quantità totale, e dalla produzione dello stesso da parte del fegato. Quest’ultimo è responsabile dei due terzi del colesterolo totale presente nel corpo.

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Il colesterolo, sia quello esogeno assunto con la dieta che quello endogeno, ossia sintetizzato dal nostro organismo, circola nel plasma, la porzione fluida del sangue, legato a speciali proteine con le quali forma le cosiddette lipoproteine. Queste sono:

  • LDL, lipoproteine a bassa densità;
  • HDL, lipoproteine ad alta densità.

Le prime distribuiscono il colesterolo dal fegato alle cellule, mentre le seconde rimuovono l’eccesso di colesterolo dalla parete delle arterie per riportarlo al fegato.

Come già detto, la somma dei due valori costituisce il colesterolo totale. Un individuo adulto sano dovrebbe avere la concentrazione totale di questo grasso inferiore a 200 mg/ml.

Colesterolo alto: cause

Nella maggior parte dei casi, il colesterolo totale alto è dovuto a:

  • disordini alimentari, non solo relativi all’assunzione eccessiva di grassi;
  • sedentarietà;
  • ipercolesterolemia familiare ;
  • cirrosi biliare;
  • malattie del fegato;
  • ipotiroidismo;
  • farmaci cortisonici e anticoncezionali impiegati a lungo termine.

La diagnosi e l’approccio alla terapia, inclusa anche di valutazione della dieta e dello stile di vita, è di competenza del medico.

Colesterolo basso: cause

Viene definita bassa una concentrazione di colesterolo totale inferiore a 130 mg/dl. Nella maggior parte dei casi, l’abbassamento patologico della concentrazione di colesterolo è dovuto a:

  • ipertiroidismo;
  • malattie del fegato;
  • malassorbimento patologico da parte dell’intestino;
  • malnutrizione grave;
  • leucemie e altri tumori del sangue;
  • uso scorretto di farmaci ipocolesterolemizzanti.

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La diagnosi e la definizione dell’approccio alla cura, anche in questo caso, sono di competenza del medico.

14 novembre 2017
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