Secondo una recente ricerca il colesterolo buono potrebbe rivelarsi in realtà cattivo. Lo affermano gli studiosi dell’Università di Copenaghen, che hanno peso in considerazione 116 mila volontari. Da sempre nel campo della nutrizione si tende a fare una distinzione netta fra colesterolo buono e colesterolo cattivo.

=> Scopri perché la dieta vegetariana aiuta a ridurre il colesterolo

Il primo si dimostrerebbe molto importante per aiutare alcune funzioni dell’organismo. Secondo quello che hanno scoperto in Danimarca invece la distinzione non sarebbe così netta. Dalla ricerca si è compreso che gli uomini con una quantità molto elevata di colesterolo buono nel sangue correvano un rischio maggiore, pari al 106%, di arrivare a morte prematura. Per le donne la percentuale arriverebbe al 68% di possibilità.

Gli esperti hanno esaminato i livelli di colesterolo a digiuno e hanno preso in considerazione tutte le variabili che possono incidere sulla mortalità. Hanno analizzato l’età, l’indice di massa corporea, il fumo, l’abuso di alcol, l’attività fisica e il diabete. Il tasso di mortalità più basso è stato trovato in quegli individui che avevano livelli medi di colesterolo buono.

=> Leggi perché i pomodori fanno bene al cuore e riducono il colesterolo

La ricerca mette in discussione molte convinzioni: la funzione principale del colesterolo buono sarebbe quella di impedire al colesterolo cattivo di formare delle placche nelle vene. In questo modo sarebbe favorita la circolazione sanguigna e si possono prevenire infarti ed ictus.

Secondo gli autori della ricerca ci si dovrebbe concentrare più sulla riduzione del colesterolo cattivo attraverso anche un cambiamento nello stile di vita. Non bisognerebbe fare il contrario, cercare di aumentare il colesterolo buono.

Lo studio non è riuscito a spiegare le cause vere e proprie del legame tra aumento del colesterolo buono e incremento del rischio della mortalità. Gli esperti vogliono andare avanti negli studi per saperne di più.

28 agosto 2017
Immagini:
Lascia un commento