Coldiretti: niente auto per fare la spesa, meglio usare un asino

Smog e aumento dei carburanti possono essere combattuti con mezzi di trasporto più sostenibili. Da qui parte la curiosa iniziativa di Coldiretti, che a Reggio Emilia accompagna ai mercati degli agricoltori i consumatori che hanno problemi negli spostamenti niente meno che a bordo di un “asino-taxi”. Un mezzo di trasporto che va ulteriormente a sostenere un settore, quello del mercato diretto, in netto aumento negli ultimi mesi.

La stessa Coldiretti spiega il perché del “reclutamento” delle due asine “Giada” e “Gradisca” come mezzo di trasporto sostenibile contro smog e aumento dei carburanti:

Una alternativa ai normali acquisti in un paese come l’Italia dove l’88 per cento delle merci viaggia su strada e si stima che un pasto percorra in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole con effetti sui prezzi e sull’inquinamento ambientale che – precisa la Coldiretti – viene adesso rafforzata dal contributo degli asini. Si tratta infatti di un “mezzo di spostamento” compatibile con l’ambiente e non inquinante, le cui emissioni sono risolvibili con la paletta.

Una scelta quella degli asini “taxi” che rientra in un progetto più ampio volto alla salvaguardia delle specie locali, spesso molto utili anche nella “pet-therapy” e per il loro latte, spesso consigliato ai bambini con intolleranze alimentari:

L’asino si sta dimostrando efficace con la pet-terapia (detta onoterapia) nelle persone diversamente abili, come alleato di trekking per le vacanze o piu’ semplicemente come compagno di giochi per bambini, ma anche – precisa la Coldiretti – come tosaerba naturale arruolato dalle amministrazioni comunali per la pulizia di parchi e giardini o per la raccolta di rifiuti e adesso anche per aiutare a fare la spesa. Negli anni 50 erano presenti in Italia quasi un milione di asini, ma la loro consistenza nel tempo si è decimata. E’ solo a partire dal 2000 che – conclude la Coldiretti – è iniziata una rapida risalita che ha salvato dall’estinzione molte razze locali.

27 marzo 2012
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I vostri commenti
Nibevil, martedì 27 marzo 2012 alle22:07 ha scritto: rispondi »

è giusto, gli asini potrebbero insegnare qualcosa ai loro simili cioè ai nostri politici e nel caso specifico ai rappresentanti della coltivatori diretti visto la loro assoluta ignoranza nel settore agricolo

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