Coldiretti e Legambiente: no al pecorino rumeno, sì al made in Italy

Il mondo dell’ambientalismo e quello dell’agricoltura oggi in piazza Montecitorio per difendere il pecorino. Quello romano, messo in crisi da quello romeno. Sembra un gioco di parole e, invece, è proprio il pecorino proveniente dalla Romania a sottrarre quote di mercato a quello italiano, cioè quello vero.

Ma c’è un po’ di Italia anche in quello romeno, a dirla tutta, perché tra i grandi produttori di pecorino nel Paese dell’est Europa c’è anche una ditta in parte italiana. E statale. Si tratta Lactitalia, e già il nome la dice lunga, ed è partecipata al 29,5% da Simest, società italiana pubblica che si occupa di investimenti all’estero.

In parole povere lo stato italiano usa i soldi dei contribuenti per pagare gli stipendi dei dipendenti di una società attiva in Romania che produce formaggio concorrente al nostro, con un nome del tutto scorretto e ingannevole: “Caciotta” e “Pecorino” che, una volta arrivati nei supermercati, vengono facilmente scambiati per prodotti italiani.

Per questo, stamattina, sotto la bandiera di Coldiretti e delle associazioni ambientaliste come Legambiente la protesta verrà portata davanti al palazzo del potere politico. In cerca di visibilità e, magari, di un passo indietro dell’Italia da Lactitalia.

In questa vicenda quelli che se la passano peggio, però, non sono né i romani né i romeni ma i sardi: la gran parte del pecorino romano, quello vero e prodotto nel Lazio, si fa infatti con latte di pecore sarde. Il pecorino romano, spesso e volentieri, altro non è che pecorino sardo con una etichetta diversa che aiuta a vender meglio e di più. Tanto che il disciplinare della DOP del pecorino romano riporta come zona di produzione del latte tutta la Sardegna e il Lazio oltre alla provincia di Grosseto, mentre la sede del Consorzio di Tutela è in Corso Umberto I a Macomer, Nuoro.

Domanda: può un Paese che non ha neanche quel minimo di giustizia e solidarietà interna da riconoscere ai pastori sardi quanto gli è dovuto prendersela con la Romania se gli ruba un marchio che, già in casa, è mezzo taroccato? Misteri dell’eccellenza enogastronomica italiana, che si vergogna del pecorino sardo e si arrabbia per quello romeno.

15 marzo 2012
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I vostri commenti
fdrk, giovedì 15 marzo 2012 alle21:45 ha scritto: rispondi »

che buoni i bucatini cacio e pepe, con dell'ottimo pecorino ...rumeno

fdrk, giovedì 15 marzo 2012 alle21:45 ha scritto: rispondi »

che buoni i bucatini cacio e pepe, con dell'ottimo pecorino ...rumeno

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