Il fenomeno delle “fake news” o delle “notizie bufale” che corrono in rete, non riguardano solo argomenti di attualità, ma anche il mondo del benessere e dell’alimentazione. L’Osservatorio di Coldiretti ha stilato una sorta di Top Ten delle notizie false riguardanti la tavola per la campagna #stopfakeatavola e, leggendole, ci si rende conto di quanto si debba fare attenzione nel fidarsi ciecamente di ciò che si legge online.

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Coldiretti ha osservato che quasi tutti i prodotti che acquistiamo normalmente vengono presi di mira con accuse sproporzionate o attribuzioni di effetti benefici inesistenti o non verificate. Per citare alcune “favole” alimentari che secondo l’associazione verrebbero raccontate ogni giorno vi sono l’ananas dimagrante, lo zucchero di canna che non fa ingrassare, il kamut identificato come un’antica specie di cereale, la carne che fa male.

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L’ananas non avrebbe, ad esempio, proprietà dimagranti reali in quanto la bromelina, che dovrebbe appunto bruciare i grassi, è contenuta solo nel gambo che solitamente non mangiamo. Il latte inoltre, considerato dannoso perchè alimento solo per la crescita, in realtà non apporterebbe alcun danno agli adulti. Il latte di mucca e di capra è nella dieta dell’uomo da migliaia di anni e il nostro genoma, con gli anni, si è modificato per consentire anche agli adulti di poter processare e digerire il latte.

Inoltre la corrente di pensiero per cui è bene non consumare latticini posa le sue fondamente su un ricerca del 1983, svoltasi in Cina, a oggi non considerata attendibile dall’AIRC. Stesso discorso per lo zucchero: chi sostiene che quello di canna sia più salutare rispetto a quello bianco e abbia anche meno calorie si sbaglia, sempre secondo Coldiretti, in quanto le due tipologie di zucchero hanno le stesse caratteristiche.

Gli esempi sono poi tantissimi e si possono approfondire con l’aiuto di esperti nutrizionisti. Una cosa è certa, prima di abbandonarsi ciecamente e credere a tutto ciò che si trova sul Web, soprattutto se riguarda salute e alimentazione è bene chiedere un consulto agli esperti del settore.

5 maggio 2017
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I vostri commenti
Francesco, domenica 7 maggio 2017 alle9:41 ha scritto: rispondi »

E' necessario che per evidenziare una fake new non se ne crei nel contrmpo un'altra : a proposito del latte vaccino lIl China Study effettuato da Campbell, accademico statunitense, è iniziato nel 1983 ed è durato 20 anni studiando migliaia di individui. Uno studio analogo durato 20 anni per le donne e dieci anni per gli uomini è stato portato avanti presso l'Università di Uppsala in Svezie e pubblicato sul BMJ alla fine del 2014. Un altro studio è stato effettuato presso l'Università di Wurzburg in Germania e pubblicato alla fine del 2016. Questi ed altri studi compiuti in ambito universitario e durati anni sono giunti alla conclusione che il latte vaccino non sia un alimento così salutare come si vorrebbe far credere, sia per le sue caratteristiche bromatologiche che per la grande diffusione di intolleranza al lattosio che è anche superiore all'intolleranza al glutine .

Marco, venerdì 5 maggio 2017 alle14:36 ha scritto: rispondi »

Dite a questi signori di leggere bene "The China study" di Colin Campbel e vedeee quanto sono fondate queste teorie.

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