Lo Stivale non ha di certo rivali in fatto di caffè e, fra le tante varietà, l’espresso è quello che va dalla maggiore. Da qualche tempo, tuttavia, si sta affermando una nuova tendenza, anche in vista della stagione calda: quella del Cold-Brew Coffee. Di origine statunitense, questa preparazione della bevanda prevede una lunga estrazione a freddo, per un risultato rinfrescante, altamente aromatico e fruttato, ideale per i lunghi pomeriggi assolati. Sempre più popolare anche nelle caffetterie italiane, questa bevanda richiede strumenti appositi, pazienza e dedizione. È tuttavia possibile ottenere un buon risultato anche a casa?

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Così come già accennato, la preparazione del Cold-Brew Coffee richiede una certa sapienza, nonché degli strumenti appositi. Naturalmente, il processo di infusione può essere riprodotto anche con utensili del tutto casalinghi, ma il risultato potrebbe variare notevolmente rispetto alla bevanda preparata da professionisti. Inoltre vi è una lunga tradizione, nonché un’affermata filosofia, dedicata a questo caffè: di conseguenza, le informazioni qui di seguito riportate hanno unicamente un carattere illustrativo.

Cold-Brew Coffee: cosa è?

Per Cold-Brew Coffee – o anche Cold-Brewed Coffee – si intende un metodo di estrazione a freddo del caffè, tramite l’infusione in acqua del macinato per un lungo periodo di tempo, anche 12 ore. Un processo che permette di ottenere una bevanda rinfrescante e molto aromatizzata, meno acida rispetto alla classica estrazione a caldo ma, allo stesso tempo, mediamente più ricca di caffeina.

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A differenza del classico caffè freddo, che vede la preparazione a caldo della bevanda e il successivo raffreddamento, il Cold-Brew Coffee parte da acqua a temperatura ambiente o minore. A livello professionale si usa uno speciale strumento, la Cold-Brew Coffee Tower, noto anche commercialmente come Toddy dal nome dell’inventore: Todd Simpson, un ingegnere statunitense che, negli anni 60, ne perfezionò la tecnica. Il Toddy vede un serbatoio superiore in vetro per l’acqua fredda, quindi un contenitore centrale per il macinato di caffè e, infine, una caraffa per raccogliere la bevanda. L’apparecchio permette la discesa a goccia dell’acqua sul caffè – un processo che può richiedere anche 8 o 12 ore – per poi raccogliere l’infusione per il consumo. Alcune varianti vedono inglobato un filtro, per garantire l’accesso immediato alla bevanda raccolta, altri necessitano invece di un’ulteriore filtrazione del contenuto della caraffa.

In assenza di una Tower, il caffè a freddo può essere preparato anche con altri utensili della cucina, anche se il risultato tenderà a essere meno aromatico e saporito rispetto alla preparazione ormai standard.

Cold-Brew Coffee: soluzioni a casa

Così come già accennato, il Cold-Brew Coffee può essere preparato anche a casa, anche qualora non si fosse in possesso della specifico strumento. Il metodo più semplice prevede l’infusione diretta del caffè in acqua, per un riposo notturno in un luogo fresco e asciutto. È sufficiente procurarsi un contenitore in vetro – meglio se con becco, per agevolare le successive operazioni di filtraggio – e adagiare sul fondo del caffè macinato, in una proporzione all’incirca di 1 porzione di caffè per ogni 4 porzioni d’acqua. Dopodiché, si versa lentamente l’acqua sul macinato, fino a ricoprirlo completamente, e si mescola bene il tutto con l’aiuto di un cucchiaio. Il contenitore dovrà quindi essere lasciato in un luogo fresco e asciutto per almeno 12 ore, anche in frigorifero se necessario, quindi il caffè dovrà essere filtrato prima del consumo. Si consiglia l’uso di un canovaccio umido o un filtro di carta per bevande, poiché i colini tendono a presentare delle maglie più larghe rispetto alle minuscole porzioni del macinato.

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Per i possessori di una french press, esiste un metodo ancora più comodo. Si adagia il macinato sul fondo del contenitore in vetro, si riempie lo stesso d’acqua, si mescola e si lascia riposare per almeno 12 ore con lo stantuffo sollevato. Trascorso questo tempo, si preme lo stantuffo sul fondo per depositare i residui di macinato e, infine, si filtra ulteriormente la bevanda.

22 aprile 2017
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