Il rito della colazione non è il medesimo in ogni luogo della Terra. Chiunque si fosse recato all’estero, anche per un breve viaggio di lavoro o per una vacanza, avrà certamente notato come le pietanze servite al risveglio si caratterizzino per una grande differenza tra una nazione e l’altra. Inoltre, al momento della prenotazione di una stanza d’albergo, è spesso chiesto ai clienti di specificare se preferiscano una colazione continentale, una inglese oppure una varietà americana. Dopo aver indagato le caratteristiche della colazione continentale, quali sono i principi e i piatti serviti in quella caratteristica degli Stati Uniti?

Prima di procedere, tuttavia, è necessario specificare come le definizioni per la colazione non siano mai univoche, di conseguenza potrebbero sussistere delle differenze anche importanti non solo da nazione a nazione, ma anche tra diverse ragioni dello stesso Paese. Le informazioni fornite di seguito hanno quindi carattere puramente generico: si consiglia, di conseguenza, di chiedere conferma alla struttura ospitante per qualsiasi dettaglio.

Colazione americana: perché?

Nell’immaginario comune, la colazione americana non ha bisogno di troppe presentazioni, anche perché resa nota anche in Europa dalle numerose produzioni cinematografiche e televisive a tema. In linea generica, si tratta di un pasto ricco e molto sostanzioso, dove non si consumano prodotti da forno e caffè come nella continentale, bensì veri e propri piatti da portata come uova, bacon, sandwich e molto altro ancora. Da dove deriva, tuttavia, la definizione?

Non esiste una precisa origine della classificazioni delle colazioni, una consuetudine ormai divenuta standard nelle strutture di ricevimento quali hotel, B&B e via dicendo. Sembra, tuttavia, che i primi accenni risalgano alla Gran Bretagna: furono gli inglesi a definire la continentale, per indicare la colazione tipica dei paesi europei oltre la Manica, così come anche l’americana per quella Oltreoceano.

Per comodità espositiva si effettuerà una generalizzazione sostenendo come la colazione americana sia quella tipica degli Stati Uniti, ma va comunque considerato come sia abbastanza diffusa anche in Canada, soprattutto al Sud, nonché in alcune zone del Messico.

Colazione americana: cosa prevede e come si prepara

La colazione americana, come peraltro quella inglese, è considerato il pasto più importante della giornata e, per questo, è particolarmente sostanziosa. A differenza della continentale, si predilige l’elemento salato, anche se quello dolce non è affatto assente.

Il famoso breakfast statunitense parte proprio dalle portate dolci, a partire da un succo d’arancia, latte intero zuccherato e arricchito di cereali, miele, toast al burro e confettura. Si passa quindi al salato, con insaccati quali piccole salsicce, uova al tegamino e l’immancabile bacon, ma anche frutta e verdura in quantità e legumi. Conclude il pasto l’irrinunciabile pancake, ricoperto di sciroppo d’acero.

Per la preparazione, si consiglia di partire dalle portate che necessitano cottura, poiché più lunghe da realizzare, lasciando i dolci alla fine. Si parte con l’uovo al tegamino e con il bacon, spesso cotti nella stessa casseruola con un soffritto di burro e cipolla o, in alternativa, olio d’oliva. Quindi si saltano in padella gli eventuali legumi. Mentre si cuoce il bacon, ricordandosi di saltarlo regolarmente per indorare entrambi i lati, si prepara la spremuta d’arancia. Infine, si cucina il pancake tramite l’apposito stampo. Latte, cereali, pane e confettura, invece, vengono offerti sulla tavola senza particolari richieste: è poi il commensale a scegliere quali e quanti sceglierne, nonché se arricchirli con burro o marmellata.

25 giugno 2016
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