Cochin goraka: proprietà e come si mangia

È un frutto molto popolare in India, nonché in alcune zone del Sudest Asiatico, dove viene coltivato da parecchi secoli. E ora il cochin goraka trova sempre più estimatori anche in Europa, per un consumo trainato soprattutto dalla fama delle sue proprietà benefiche. Ma quali sono le origini di questo frutto, quali le sue peculiarità e, ancora, come assaporarlo al meglio?

Prima di cominciare, è utile sottolineare come le proprietà associate al cochin goraka non possano ritenersi sostitutive ai trattamenti consigliati dal medico per le proprie condizioni di salute. Inoltre l’assunzione, sia in forma fresca che tramite integratori, deve essere sempre vagliata con il proprio specialista di riferimento, per verificare incompatibilità ed eventuali effetti collaterali. Le informazioni di seguito riportate, di conseguenza, hanno carattere unicamente illustrativo.

Cochin goraka: descrizione e come si mangia

Coachin goraka

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La Garcinia xanthochymus – nota anche come Garcinia tinctoria, falso mangostano, mangostano giallo o cochin goraka – è una pianta appartenente alla famiglia delle Clusiaceae. Originaria dell’Asia, trova una buona distribuzione soprattutto in India, ma anche in Bangladesh, in Birmania, in Cina, in Nepal, in Malesia e in Tailandia. La pianta è soprattutto nota per i suoi frutti, a cui da sempre sono attribuite le più svariate proprietà per l’organismo,

Gli alberi, i quali preferiscono le zone collinari o montuose comprese tra i 500 e i 1000 metri d’altezza, possono estendersi dal fusto fino a 10 metri. Questi si caratterizzano per delle foglie grandi e di verde lucido, dalla tinta molto intensa, tanto che spesso vengono impiegati come varietà ornamentale. La pianta produce numerosi frutti di forma arrotondata, leggermente appuntita all’estremità inferiore, tanto da ricordare una sorta di cuore. La superficie esterna è di intenso colore giallo quando l’esemplare è maturo, mentre la polpa è divisa in due parti: una porzione più esterna e aspra, infatti, protegge un’area centrale morbida e maggiormente dolce.

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Nonostante il frutto sia associato al classico mangostano, il cochin goraka ha un sapore decisamente differente: è infatti aspro e acidulo, tanto che non sempre è gradito ai più. Il modo migliore per gustarlo è scegliere un frutto maturo, quindi di intenso colore giallo, e concentrarsi sulla polpa più interna, poiché lievemente più dolce e appetibile rispetto a quella esterna. Una volta tagliato il frutto, la polpa stessa può essere semplicemente raccolta con un cucchiaio, mentre i semi non vanno consumati.

Nelle terre d’origine, il cochin goraka viene consumato sia fresco che come ingrediente per altre preparazioni, dolci e salate: è spesso scelto per macedonie e succhi, ma anche per insalate, come aromatizzante di cottura e molto altro ancora. Ancora, i frutti sono impiegati per confetture e liquori, nonché per la preparazione di integratori alimentari.

Cochin goraka: le proprietà

Carcina Tinctoria

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Il cochin goraka è, almeno negli ultimi anni, sempre più popolare in Occidente, per via delle proprietà benefiche che nei secoli sono state attribuite al frutto. Alcune sono state confermate a livello scientifico, sebbene le capacità d’azione tramite il consumo alimentare rimangano limitate, altre invece devono essere ancora adeguatamente vagliate.

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Innanzitutto, pare che il falso mangostano sia un cibo altamente antiossidante, grazie al contenuto in vitamine, soprattutto la E. Agendo di contrasto ai radicali liberi, di conseguenza, può contribuire a rallentare l’invecchiamento cellulare. Questa azione sarebbe maggiormente evidente a livello di epidermide, poiché aiuta la pelle a ritrovare elasticità, limitando i segni del tempo. Ancora, il contenuto vitaminico sembra possa stimolare la risposta del sistema immunitario, mentre i succhi sarebbero utili a livello digestivo: stimolando la produzione di acidi gastrici e succhi biliari, infatti, velocizzerebbe sia la permanenza del cibo nello stomaco che il successivo transito intestinale.

Al momento non sono note particolari controindicazioni dal consumo del frutto, tuttavia non si possono escludere eventuali ipersensibilità personali o, ancora, la possibile interazione con alcuni farmaci in corso d’assunzione. Per questo motivo, è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico.

20 gennaio 2018
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