La coccidiosi è una malattia legata alla presenza di un parassita intestinale che funesta la vita dei gatti, in particolare quelli più piccoli e giovani di età. I coccidi sono dei microrganismi unicellulari (protozoi) che vivono nell’intestino del felino, sono definiti parassiti obbligati perché devono condurre il loro ciclo vitale all’interno di un organismo per poterlo sfruttare. Del tutto invisibili a occhio nudo, trascorrono la loro permanenza all’interno delle cellule dell’intestino.

Solitamente appartengono a due gruppi: Eimeria e Isospora, quelli tipici del gatto sono esclusivamente del gruppo Isospora. Il rapporto tra parassita e ospite solitamente è di due tipologie: forma clinica e subclinca. Nel primo caso il parassita sfrutta l’animale senza arrecargli danno, quindi il gatto potrà condurre la sua esistenza senza problemi veicolando il virus tramite le feci. Nella tipologia subclinica, che è quella più rara, i coccidi manifestano la loro presenza producendo un’infiammazione dell’intestino con esito grave e negativo.

Cause

Gattino

Gattino Nero via Pixabay

La causa che scatena la presenza dei coccidi è data dall’ingestione di feci contaminate, oppure da animali infestati dai parassiti come ad esempio i ratti. Un gatto che ospita nel suo corpo i coccidi gli consente implicitamente e inconsciamente di disporre delle proprie riserve e nutrimento per crescere e proliferare. Il parassita sfrutta l’intestino dell’animale per compiere il suo ciclo vitale, partendo dalla fase riproduttiva fino all’espulsione attraverso le feci.

All’interno dell’intestino la riproduzione si compone di una fase asessuata, i coccidi penetrano nelle cellule e si duplicano in modo smisurato fino alla rottura delle stesse. Quindi migrano in un’altra cellula ripetendo il procedimento, colonizzando l’intero apparato. Se si crea un equilibrio tra riproduzione e difese immunitarie il gatto potrà condurre una vita tranquilla, senza grosse interferenze e problemi. Nel caso la produzione sia eccessiva la salute del micetto verrà meno, il cucciolo apparirà debilitato e l’esito potrà essere anche letale. Successivamente subentra la fase sessuale: i coccidi si trasformano in gameti maschili e femminili e generano le uova (oociti) che vengono espulse con le feci, divenendo veicolo di contagio.

Sintomi e cura

I sintomi più frequenti sono diarrea, vomito, atassia, inappetenza, nei casi gravi prolasso del retto, dimagrimento e disidratazione e paralisi degli arti posteriori. La terapia consiste nella somministrazione di farmaci coccidiostatici che impediscono la moltiplicazione dei parassiti, quindi terapie di sostegno come l’assunzione di vitamine, sali minerali, zuccheri, liquidi per reidratarsi, nutrizione forzata e farmaci per la ricostruzione intestinale.

20 marzo 2014
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I vostri commenti
lory, giovedì 14 luglio 2016 alle18:21 ha scritto: rispondi »

Due giorni fa ho preso un cucciolo di gatto da una signora che aveva messo un'annuncio su internet. Purtroppo il era infestato da pulci e i denutrit , ha inziato quasi da subito a vomitare e a espellere feci diarroiche e muco . L ho portato subito dal veterinario il quale lo ha trovato in pessime condizioni. Malnutrito pieno di pulci e ha laforma più devastante di coccidiosi.Abbiamo iniziato la cura ma il medico non ci dato molte speranze. Ha qualche probabilità di sopravvivenza?

Rossella, martedì 20 gennaio 2015 alle20:49 ha scritto: rispondi »

È opportuno ripetere esame coprologico, già negativo per parassiti e batteri, per micio di tre anni con diarrea intermittente? Grazie

Viola Yael, venerdì 31 ottobre 2014 alle16:19 ha scritto: rispondi »

Ciao Alessandra, consulta direttamente il tuo veterinario potrà fornirti indicazioni sicuramente più precise. A presto!

ALESSANDRA BANDINI, martedì 21 ottobre 2014 alle9:11 ha scritto: rispondi »

ho appena preso un gattino dal gattile ed il mio veterinario mi ha detto che ha i coccidi, mi ha prescritto la cura ma sono preoccupata... il piccolino ha appetito e le feci al momento sono solidi, ci sono problemi di infezioni nell'altro gatto adulto che vive in casa?

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