Tra poche ore si terrà la riunione dei ministri dell’Ambiente della UE a Bruxelles e Greenpeace, Legambiente, WWF, Coordinamento Free, Italian Climate Network e Kyoto Club hanno rivolto un appello molto importante a Gianluca Galletti, ministro dell’Ambiente: l’Italia deve essere in prima linea per rendere efficace il meccanismo dell’Emission Trading, al fine di trasformalo in un efficace strumento di lotta al cambiamento climatico.

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Proprio nella giornata di domani verrà effettuato l’esame dell’Emission Trading Scheme (ETS), ossia il meccanismo di scambio delle emissioni che dovrebbe far pagare chi emette CO2 al fine di smettere di bruciare combustibili fossili per lasciare spazio alle energie pulite. Si tratta di un primo passo nel ben più ampio progetto “Clima Energia 2030″ che dovrebbe accompagnare l’Unione Europea verso il traguardo degli obiettivi stilati dall’Accordo di Parigi sul Clima.

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L’Italia gioca un ruolo fondamentale in questo momento e bisogna vedere se si accoderà ai paesi che vogliono ridurre le emissioni di CO2 in modo drastico o se resterà un passo indietro.

ETS e CO2: la denuncia di Legambiente

In questi anni l’Emission Trading Scheme non ha raggiunto il suo obiettivo e, secondo Legambiente, il Parlamento Europeo non ha scelto una riforma adeguata per affrontare questa crisi.

Tutto è nelle mani dei ministri dell’Ambiente dei vari Paesi europei che devono lavorare insieme per trasformare l’ETS in uno strumento realmente utile.

Se le cose non cambiano il sistema rimarrà in surplus fino al 2030, il che porta a una riduzione del prezzo di carbonio rendendolo così più appetibile sul mercato. La decarbonizzazione, sempre secondo quanto sostengono le associazioni ambientaliste, non è più un sogno nel cassetto, ma una vera e propria esigenza.

28 febbraio 2017
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