Diminuzione della spesa delle amministrazioni regionali per la tutela ambientale, aumento della quantità dei rifiuti urbani raccolti, calo dei rifiuti che finiscono in discarica (con conseguente aumento di quelli riciclati) e aumento del 2% delle emissioni di gas serra, con conseguente allontanamento dagli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto. Questi i principali risultati sull’ambiente, resi noti dall’Istat nell’ambito del rapporto “Noi Italia“.

Le cifre, che si riferiscono al 2010, mostrano un Paese alle prese con una crisi economica che sembra ripercuotersi negativamente sull’ambiente e su quanto le istituzioni hanno fatto per portare la Penisola fra i paesi più attenti a questo settore.

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Iniziando dalle emissioni, si nota che quel +2% maturato nel 2010 rispetto al 2009 equivale a 501,3 milioni di tonnellate di CO2 con uno scostamento del 3% rispetto al valore dell’obiettivo fissato durante la conferenza internazionale nella città giapponese. Non consola il fatto che peggio di noi abbiano fatto Lussemburgo, Austria e Paesi Bassi, tutti Stati con popolazione notevolmente inferiore a quella italiana. Come ha commentato il presidente Istat, Enrico Giovannini, presentando i dati nazionali:

Andiamo ancora a rilento: l’Italia deve accelerare sull’ambiente.

Considerando invece la spesa ambientale pro capite erogata dalle regioni italiane, nel 2010 si è assistito a una diminuzione generale con alcune differenze: se nel Nord-ovest il calo è stato dell’1%, nel Nord-est ha toccato il 7% e nel Mezzogiorno addirittura il 25%. Controtendenza le zone centrali del Paese, dove la spesa è aumentata del 2%.

Anche il tipo di spesa è diverso: se le amministrazioni regionali del Nord-est e del Mezzogiorno puntano più a investire in interventi di protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e delle acque di superficie, quelle del Nord-ovest e del Centro a interventi di tutela della biodiversità e del paesaggio.

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Forti differenze, a livello nazionale, nella raccolta differenziata dove solo il 35,3% dei rifiuti viene riciclato, un po’ meglio del 2009 quando la quota fu del 33,4%. In testa la provincia di Trento che con il 60,8% è l’unica zona che ha superato l’obiettivo del 60% fissato per il 2011. Segue il Veneto e la provincia di Bolzano, con 58,7 e 54,5%. In coda, la Sicilia, superata di poco da Calabria e da Molise con una percentuale compresa tra il 9,4 e il 12,8%. Le migliori performance rispetto al 2009 sono quelle delle Marche (+9,5 punti percentuali), dell’Abruzzo (+4%) e della Campania (+3,4%).

24 gennaio 2013
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