Tornano a crescere nel 2010 le emissioni globali di CO2. Lo rivelano le ultime stime elaborate dal Carbon dioxide information analysis center (CDIAC), secondo cui la quantità di gas serra emessa complessivamente lo scorso anno ha raggiunto la quota record di 33,5 miliardi di tonnellate.

Si tratta di una decisa inversione di tendenza rispetto all’andamento dell’anno precedente, quando la recessione economica internazionale aveva fatto segnare un calo generalizzato delle emissioni. Nel 2010 invece la CO2 ha ripreso ad aumentare, con una crescita annua del 5,9%.

Segno che, nonostante l’aria di crisi che ancora aleggia sull’Italia e su altri Paesi Ue, nel resto del mondo le attività produttive hanno ripreso vigore. Tanto da far dire a Tom Boden, uno degli autori del rapporto CDIAC, che dal punto di vista delle emissioni “la crisi globale è finita”.

Più nel dettaglio, la nuova impennata del gas serra si deve soprattutto alla Cina, le cui emissioni sono cresciute del 10% in un anno, e agli Stati Uniti, dove diversi comparti industriali sembrano essersi davvero gettati la crisi alle spalle. Queste due potenze sono responsabili da sole della gran parte della CO2 aggiuntiva rispetto all’anno precedente.

Lo stesso Doe, il Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti, conferma l’aumento globale di circa il 6% in confronto al 2009. Quanto all’Italia, il report del Carbon dioxide information analysis center non contiene dati specifici, anche se recenti stime del Jrc, il Joint research center dell’Unione Europea, parlavano di un +0,4% nel 2010.

Le cifre, in ogni caso, sono chiare: l’illusoria battuta d’arresto di due anni fa non era legata all’efficacia delle politiche internazionali di contenimento delle emissioni, ma al momento di difficoltà delle grandi economie delle economie mondiali. Una questione sulla quale decisori politici, imprenditori e semplici cittadini dovrebbero riflettere attentamente, visto che gli effetti del cambiamento climatico sono ormai sotto gli occhi di tutti.

10 novembre 2011
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