CO2 e polveri sottili: impianti riscaldamento inquinano più delle auto

Gli impianti di riscaldamento e condizionamento degli edifici italiani sono vecchi e inefficienti al punto da risultare più inquinanti delle auto. A differenza del settore automotive che negli ultimi anni ha ridotto progressivamente le emissioni, il settore residenziale vede aumentare di anno in anno il suo impatto ambientale.

Un’inefficienza diffusa che si ripercuote pesantemente sulla qualità dell’aria delle nostre città, causando oltre il 50% delle emissioni di CO2 e fino al 30% delle emissioni di polveri sottili. Il tema è stato affrontato nei giorni scorsi al Forum Energia promosso dall’operatore energetico Engie, in collaborazione con l’ANCI, la European House-Ambrosetti e il Politecnico di Milano.

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Gli esperti intervenuti al convegno hanno illustrato i vantaggi dell’efficientamento energetico degli impianti di riscaldamento e condizionamento residenziali. Secondo le stime iniziare a sostituire i vecchi impianti con modelli più efficienti nei soli 20 capoluoghi di Regione ridurrebbe le emissioni di CO2 e di particolato fino al 50%.

Gli interventi avrebbero ricadute positive anche sull’economia nazionale, generando un volume d’affari di un miliardo di euro nella filiera emergente dell’efficienza energetica. Anche lo Stato potrebbe ottenere grandi vantaggi dal sostegno all’efficientamento del patrimonio immobiliare italiano. Tra questi la riduzione della bolletta del riscaldamento delle scuole pubbliche, che ammonta a ben 2 miliardi di euro all’anno ed è in continuo aumento.

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Gli esperti hanno invitato a non trascurare l’impatto ambientale del settore residenziale. I consumi di energia degli edifici ammontano al 29% del totale, a fronte del 33% dei trasporti e del 23% dell’industria. Rispetto al trasporto su strada le emissioni di particolato del riscaldamento sono tre volte superiori. Intervenire su questo segmento ottimizzando i consumi e contrastando l’inefficienza garantirebbe vantaggi enormi nella lotta all’inquinamento e nel raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Italia.

A evidenziare i benefici degli investimenti in efficienza energetica nelle grandi città è stato uno studio realizzato dal Politecnico di Milano. Secondo i ricercatori milanesi la sostituzione del 10% degli impianti di riscaldamento con modelli più moderni ed efficienti nel solo capoluogo meneghino consentirebbe una riduzione delle emissioni pari a quella ottenuta con 6 settimane di blocco del traffico.

Il percorso dell’Italia verso l’efficienza del settore residenziale è tutto in salita. Oggi solo il 2% degli edifici può vantare la Classe energetica A. L’Italia è però al secondo posto al mondo per le politiche di efficienza energetica, preceduta solo dalla Germania. Secondo gli esperti se il nostro Paese investisse maggiormente nell’efficientamento del patrimonio edilizio potrebbe rafforzare la sua posizione di leadership.

La sfida è già stata raccolta da oltre 1.000 Comuni, che hanno deciso di inserire criteri di efficienza energetica nei loro piani regolatori edilizi. Decine di amministrazioni comunali inoltre hanno già avviato progetti di efficientamento, investendo complessivamente 642 milioni di euro che nei prossimi mesi andranno a finanziare 139 interventi.

14 ottobre 2016
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mexsilvio, venerdì 14 ottobre 2016 alle20:54 ha scritto: rispondi »

Leggo : . I consumi di energia degli edifici ammontano al 29% del totale, a fronte del 33% dei trasporti e del 23% dell’industria....!!!????? da dove sono stati attinti questi dati , sono le industrie che inquinano per il 50% basta osservare la biancheria stesa nelle zone a prevalenza industriale per avere dati reali ...??? non dati TAROCCATI , con esposizione delle centraline di raccolta dati,in posizione da non ....NON rilevare le particelle inquinanti ...?????

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