CO2, accordo Eataly-Italo per ridurre le emissioni di gas serra

Siglato un accordo tra Eataly e Italo per la riduzione delle proprie emissioni di CO2. La collaborazione rientrerà nell’ambito del progetto di abbattimento dei gas serra promosso dal Ministero dell’Ambiente, presente alla conferenza stampa di presentazione con il ministro Corrado Clini.

Le due aziende hanno sottoscritto l’impegno di valutare e contabilizzare le emissioni nocive, puntando infine al loro contenimento. Nello specifico la Eataly Real Estate (immobiliare legata al gruppo Eataly) valuterà la propria impronta ambientale in merito alla progettazione e realizzazione del Green Retail Park, prevista a Torino. L’accordo prevede inoltre che NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori) si impegni a monitorare le emissioni di CO2 relative alla tratta Roma-Torino percorsa da Italo.

Ridurre la CO2 attraverso accordi unilaterali con il Ministero dell’Ambiente e favorire la collaborazione tra le stesse imprese rappresenta l’obiettivo dichiarato da Corrado Clini, intervenuto a commento del raggiunto accordo tra Eataly e Italo:

È un lavoro che stiamo facendo da anni. In questo ultimo anno, in particolare, l’abbiamo accelerato molto, promuovendo accordi con molte imprese italiane per fare in modo che emerga tutto il valore aggiunto della qualità dei nostri prodotti e dei nostri processi produttivi. Siamo i primi in moltissime cose, basta piangere, avanti di corsa con le cose che sappiamo fare.

21 dicembre 2012
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R Sorgenti, sabato 5 gennaio 2013 alle12:03 ha scritto: rispondi »

Il problema è valutare se sia davvero utile ed opportuno sperperare così tante risorse per inseguire un'ideologia, oppure non sia molto più opportuno che quelle risorse siano investite per davvero affrontare i gravi problemi che riguardano l'umanità: primo fra tutti le condizioni di vita nei molti Paesi poveri del Pianeta e la fame nel Mondo.   Peraltro, la nota posizione dell’UE che attribuisce all’anidride carbonica da combustione dei combustibili fossili la causa del riscaldamento globale dell’atmosfera terrestre, appare del tutto fuorviante e fallace. In merito è utile osservare: 1) che l’anidride carbonica da combustione dei combustibili fossili costituisce solo il 3% della immissione di anidride carbonica nell’atmosfera; 2) che non vi è alcuna prova che l’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera determini un aumento della temperatura media dell’atmosfera sul nostro pianeta, anzi, le serie storiche ricavate dall’esame dei ghiacci delle ultime glaciazioni evidenziano che l’aumento di temperatura precede di centinaia d’anni l’aumento di concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera; 3) che anche negli ultimi decenni non vi è evidente correlazione tra l’andamento della temperatura media dell’atmosfera e l’andamento dell’anidride carbonica; anzi negli ultimi dieci anni la temperatura media dell’atmosfera terrestre è rimasta sostanzialmente costante, mentre la concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera ha continuato a crescere.

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