Clini: necessarie tasse su inquinamento e danno ambientale

Corrado Clini ipotizza una tassazione su inquinamento e ambiente. Attraverso il suo account Twitter il ministro dell’Ambiente interviene commentando quanto emerso dagli ultimi dati OCSE in merito alle prospettive mondiali per il 2050. Un panorama che giudica preoccupante vista la crescente necessità di risorse.

Nei primi due messaggi è lo stesso Corrado Clini a fornire i primi dati riguardo le prospettive future:

A Parigi, riunione Ocse sulla “crescita verde” e sullo scenario al 2050. L’outlook è preoccupante. Saremo 9 miliardi con un Pil quadruplo.

La Terra del 2050 riuscirà a reggere consumi quattro volte superiori? Un fabbisogno energetico cresciuto dell’80%?

Nei post successivi emerge subito con chiarezza l’orientamento che il Ministero dell’Ambiente e l’OCSE condividono riguardo i possibili interventi in merito:

L’orientamento – condiviso dall’Ocse – è inserire il costo ambientale nei prezzi dei beni e dei servizi, perché l’ambiente non è più gratis.

Entrando nello specifico, la ricetta di Clini per quanto riguarderà l’Italia è di una modifica nel regime di tassazione, spostandone il peso dal lavoro all’inquinamento e all’ambiente:

Per questo motivo pensiamo a una riforma fiscale che sposti la tassazione dal lavoro e dalle imprese all’inquinamento e all’ambiente.

Per esempio, dando un prezzo all’anidride carbonica. E stiamo anche studiando come usare la delega fiscale.

A preoccupare il ministro anche il crescente desiderio di sfruttamento petrolifero e idrico delle economie emergenti. Da Parigi, dove sta partecipando al Forum ministeriale Ocse su ambiente e crescita verde, lo stesso Clini auspica infine interventi di natura politica che sappiano nel prossimo futuro dare un prezzo al danno ambientale.

30 marzo 2012
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