Corrado Clini torna a parlare di misure contro il dissesto idrogeologico. A distanza di un mese dal precedente intervento, che suscitò il plauso di Legambiente, il ministro dell’Ambiente prospetta un piano ventennale da 40 miliardi di euro da varare entro fine gennaio. Non solo interventi di messa in sicurezza del territorio, ma anche l’ipotesi di una norma che vieti ogni possibile condono.

Una cifra importante quella che chiede Corrado Clini, ma che sarebbe inferiore tuttavia ai costi causati negli ultimi anni dagli eventi catastrofici legati al dissesto idrogeologico:

Negli ultimi vent’anni – ha continuato – i danni da dissesto idrogeologico sono ammontati, in media, a 2,5 miliardi di euro all’anno. Se non si inverte il trend i danni continueranno a crescere perché gli eventi diventano più frequenti.


Sul reperimento dei fondi necessari, queste alcune delle ipotesi che Clini ha prospettato lo scorso 24 dicembre a Trieste in occasione della presentazione del Protocollo d’intesa sul “Rilancio sostenibile delle aree del porto di Trieste”:

C’è già la possibilità di imporre un’addizionale sulle accise – ha ricordato – le cui entrate siano vincolate alla protezione dell’ambiente nei bilanci delle Regioni. È una forma di federalismo fiscale che ha l’obiettivo di proteggere l’ambiente. Solo questa misura potrebbe portare, per le Regioni, circa un miliardo di euro all’anno. Un’altra soluzione – ha continuato – può essere il credito d’imposta per le imprese che investono in progetti per il risanamento idrogeologico.

27 dicembre 2011
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