Il progetto di stoccaggio del gas naturale in acquifero profondo a Rivara, avanzato da ERS (ERG Rivara Storage) è definitivamente accantonato. Non si faranno neanche gli studi supplementari promessi da Corrado Clini nei giorni scorsi. Lo ha confermato lo stesso ministro dell’Ambiente, rispondendo durante il question time alla Camera dei Deputati ad una interrogazione della Lega Nord.

Si mette, così, la parola fine ad un progetto che ha suscitato infinite polemiche sia prima che dopo l’inizio dello sciame sismico in Emilia Romagna. ERS avrebbe voluto accumulare 6.800 milioni di metri cubi di gas naturale a 3.180 metri di profondità iniettandolo da 19 pozzi collegati ad una centrale di compressione da 7,5 MW di potenza.

La Regione Emilia Romagna ha sempre negato il proprio parere positivo a questo progetto, già in tempi non sospetti. Ma, secondo qualcuno, il sospetto c’era già anni fa perché il no della Regione potrebbe essere un favore ad ENI, da decenni attiva nella zona sia con pozzi di estrazione di petrolio e gas che con altri siti di stoccaggio.

Con una differenza: gli stoccaggi ENI sono in giacimenti esausti, dove il gas c’è sempre stato prima delle estrazioni e dove è poi tornato. Il progetto di ERS, invece, prevedeva che il gas venisse stoccato dove prima non c’era in una struttura creata appositamente. Se il progetto fosse andato in porto, dicono i ben informati, il monopolio quasi assoluto di ENI nel settore degli stoccaggi avrebbe iniziato a scricchiolare.

Clini, però, taglia la testa al toro e, alla Camera, afferma:

Nel 2012 era stata concessa l’autorizzazione per uno studio di fattibilita. Ma nelle ore immediatamente successive al primo degli eventi sismici ho disposto un supplemento di istruttoria per verificare se esistevano le condizioni anche solo per autorizzare lo studio di fattibilita. Nel frattempo, considerando che la Regione Emilia Romagna aveva dato comunque parere contrario anche allo studio preliminare, il Ministero dello Sviluppo economico, d’intesa con noi, ha negato anche l’autorizzazione agli studi preliminari. Quindi la situazione attuale è che il progetto di studio non è approvato.

Il parere del Ministero dello Sviluppo Economico citato da Clini è del primo giugno e tiene in considerazione anche le condizioni geologiche della zona di Rivara che, dopo il terremoto, si sono dimostrate palesemente e definitivamente inadatte al progetto:

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato le procedure di rigetto dell’istanza di stoccaggio di gas naturale in acquifero sotterraneo (una formazione calcarea fratturata, oggi occupata da acqua) presentata dalla Erg Rivara Storage srl.

La decisione – che chiude un lungo e complesso iter valutativo – tiene conto di specifiche valutazioni tecniche e geologiche che configurano una sostanziale non idoneità del sito. Tali valutazioni sono state confermate anche dalla delibera del 24 aprile 2012 con cui la Regione Emilia-Romagna ha espresso formalmente parere negativo rispetto alla necessaria Intesa per la prosecuzione dell’iter.

Con questa decisione il miraggio degli stoccaggi gas alternativi a quelli di ENI tramonta del tutto, mentre non è affatto chiusa l’indagine (in realtà appena iniziata) della Procura di Modena su eventuali trivellazioni abusive effettuate nei pressi del sito che avrebbe dovuto ospitare lo stoccaggio ERS. La stessa ERS, però, nega ogni tipo di attività a Rivara, sia essa autorizzata o meno:

ERS non ha mai effettuato interventi di alcun tipo sul territorio né avrebbe potuto fare alcunché non avendone ancora l’autorizzazione. Tutti gli studi del sottosuolo svolti da ERS negli scorsi anni sono stati realizzati sulla base della documentazione scientifica raccolta grazie a perforazioni ed indagini concluse negli anni ’70.

7 giugno 2012
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