L’Unione Europea non sta facendo abbastanza in materia di energia e cambiamento climatico e non raggiungerà i suoi obiettivi al 2050. La bocciatura arriva dall’edizione 2011 del Climate Policy Tracker dell’Unione europea, lo studio annuale di WWF ed Ecofys sulle politiche energetiche dell’Unione e dei Paesi membri.

Il report assegna agli Stati un giudizio dalla “A” alla “G” (dove G è il voto più basso) e quest’anno la media generale delle politiche climatiche europee corrisponde alla lettera “E”. Una valutazione insufficiente, che tra l’altro coincide esattamente con il giudizio ottenuto dall’Italia.

Per arrivare al voto, il Climate Policy Tracker valuta i diversi settori delle varie economie nazionali (fornitura di elettricità, industria, edifici, trasporti, agricoltura e silvicoltura), analizzati dal punto di vista della promozione delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Il giudizio generale di WWF ed Ecofys è che le politiche europee in materia di clima ed energia siano praticamente in stallo, pur se con qualche timida eccezione.

La Danimarca, ad esempio, ha ottenuto una “D”, grazie ad una strategia energetica che punta a diventare indipendente dai combustibili fossili entro il 2050. Stesso giudizio per la Germania, che si è data l’obiettivo di ridurre le emissioni dell’80-95% entro il 2050, anche se non si tratta ancora di un impegno giuridicamente vincolante. Molto male, invece, Romania, Bulgaria, Lussemburgo, Grecia e Polonia, che non vanno oltre una “F”.

Le evidenti lacune nella politica dell’Unione europea hanno fatto scattare il campanello d’allarme – commenta Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – L’Emission Trading System (ETS) deve essere reso di nuovo rilevante. la direttiva sull’efficienza energetica non può soccombere al facile compromesso del minimo comune denominatore.

L’Italia? Il nostro Paese conferma una mediocre “E”, soprattutto a causa della mancanza di una strategia a lungo termine sui cambiamenti climatici e sulla decarbonizzazione del sistema energetico. Nell’ultimo anno il nostro Paese ha adottato i Piani d’azione nazionale per le energie rinnovabili e per l’efficienza energetica, ma le misure che dovrebbero essere adottate entro la fine del 2011 potrebbero restare inattuate a causa della difficile situazione economica.

Le associazioni plaudono lo stop al piano nucleare, ma criticano la riduzione degli incentivi per il fotovoltaico e l’incertezza normativa che grava da tempo sul settore delle fonti rinnovabili. Nessuna azione, sottolinea infine il Climate Policy Tracker, è prevista nel nostro Paese per favorire energie rinnovabili ed efficienza energetica nei settori di agricoltura e silvicoltura.

L’edizione 2011 del rapporto, così come quelle precedenti, è stata stilata utilizzando informazioni pubblicamente disponibili, relative a tutti i settori che influenzano le emissioni di gas serra nei confini dell’Unione Europea, come la politica climatica generale, la fornitura di energia elettrica, industria, edilizia, trasporti, agricoltura e silvicoltura.

2 dicembre 2011
In questa pagina si parla di:
Fonte:
I vostri commenti
Alfonso Aureli, venerdì 2 dicembre 2011 alle19:54 ha scritto: rispondi »

Scrivi il tuo commento qui.Si può realizzare un GENERATORE di CORRENTE  da 6 Kw ed oltre, che fa risparmiare il 99,99 %, d’energia elettrica, lo 0.01% serve per l’avvio.  “praticamente non consuma nulla”.Progetto del 1997. Mai brevettato per ovvie ragioni dal Signor Alfonso Aureli “. Lo stesso principio si può adattare alle autovetture elettriche, ottenendo + velocità e consumi illimitati a costo zero.Saluti Aureli.  È una valida soluzione contro il nucleare; pannelli Solari e Voltaico.NB: Questo è un vero generatore, i generatori creati dagli Scienziati: Zamboni; Baumann e Marinon; Sono delle ABBOZZE!..  

Lascia un commento