Obiettivi UE al 2030 per il clima troppo bassi secondo il WWF. L’associazione ambientalista è intervenuta a commento delle proposte, presentate oggi dalla Commissione europea, a sostegno della tesi che tali misure non sarebbero sufficienti a rispecchiare gli impegni presi dalle istituzioni comunitarie alla COP21 di Parigi.

Tra obiettivi per il clima al 2030 presentati dalla Commissione UE vi sarebbero inoltre, spiega il WWF, delle misure di flessibilità che finirebbero col concedere gli Stati membri la possibilità di “evitare di intraprendere le azioni necessarie per ridurre le emissioni”. La stessa associazione ambientalista propone un esempio:

Gli Stati Membri possono trasferire crediti di carbonio dall’Emission Trading System e usare l’assorbimento di carbonio dalle foreste per avvicinarsi al loro obiettivo di riduzione delle emissioni. Le proposte di oggi riguardano l’Effort-Sharing Decision (ESD), ovvero la suddivisione degli obiettivi di riduzione delle emissioni per tutti i settori non compresi nello schema di scambio delle emissioni (ETS).

Un provvedimento che a sorpresa aprirebbe a possibili “scappatoie”, prosegue il WWF, a favore degli Stati membri che scelgano un minore impegno per il clima. Questo nonostante tra i promotori di un più rigido limite di 1,5° C (anziché del fissato 2°C) vi fosse il Commissario Europeo al Clima, Arais Can᷈ete. La nota diffusa dall’associazione si chiude infine sottolineando la volontà da parte degli europei di un maggiore impegno nella lotta al riscaldamento globale:

Gli Europei vogliano una vera azione per il clima. Il WWF ritiene quindi che sia preciso dovere dei loro rappresentati politici, dei parlamentari europei e degli Stati Membri rimettere vero “impegno” nella decisione di suddividere gli “impegni”: vanno chiuse le scappatoie e va introdotta una revisione quinquennale degli obiettivi, in modo da aumentare l’ambizione complessiva, in linea con l’accordo di Parigi.

Nell’Ottobre 2014 , i capi di stato dell’UE hanno deciso di ridurre le emissioni “almeno” del 40% entro il 2030 così da raggiungere una riduzione del 90-95% entro il 2050. Il WWF ha criticato questi obiettivi in quanto troppo deboli e insufficienti per vincere la battaglia contro il cambiamento climatico.

20 luglio 2016
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