L’UE vuole rendere più ambiziosi gli obiettivi sul clima. Non sono più ritenuti sufficienti i traguardi già fissati al 2020, entro il quale l’Unione Europea si è impegnata a ridurre del 20% le emissioni di gas serra rispetto al 1990, aumentando al contempo del 20% le rinnovabili e sempre del 20% l’efficienza energetica. Il piano ormai passato come “20-20-20″ è da rivedere con decisione secondo quanto affermato dal commissario UE al Clima Connie Hedegaard.

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L’Unione Europea guarda al 2030 per ridefinire i suoi obiettivi sul clima, con l’imperativo di arginare l’incremento delle temperature terrestri. Contro il riscaldamento globale la Hedegaard ha presentato delle ipotesi di accordo comune che prevedono una riduzione delle emissioni di CO2 che passi dal 20 al 40% (sempre rispetto al 1990).

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Le rinnovabili dovranno salire invece al 25%, vincendo in questo caso le resistenze di Paesi come la Polonia, a produzione energetica improntata sulle centrali a carbone. Arginare i cambiamenti climatici è un traguardo che secondo il commissario UE al Clima sta sfuggendo dalle mani dei governi mondiali:

Giorno dopo giorno ci stiamo allontanando da questo obiettivo. Per vincere questa battaglia è indispensabile un accordo internazionale ambizioso nell’ambito del quale le principali economie si impegnino ad agire in funzione delle loro capacità attuali e future.

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A questo proposito l’UE ha lanciato una consultazione online aperta a tutti gli Stati che la compongono, alle istituzioni e alle parti chiamate in causa. Il termine previsto per inoltrare le proposte è il 26 giugno. L’obiettivo è la sottoscrizione entro il 2015 di un documento comune in tema di cambiamenti climatici che si spinga oltre il 2020 e che possa rappresentare la politica europea sul clima ai prossimi vertici internazionali.

28 marzo 2013
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